• di Anna Biasi – La festa di Santa Maria Madre della Consolazione, o più comunemente chiamata festa della Madonna o “festa i Marònna”, è il principale evento annuale religioso e civile della città di Reggio Calabria. La festa è celebrata il secondo sabato del mese di settembre, precisamente da sabato a martedì.

    Ma quali sono le 10 cose imperdibili della festa?

    1) Sicuramente al primo posto si posiziona il panino con la salsiccia per strada. É una delle cose a cui il reggino non rinuncia per niente al mondo. Le salsicce, il cosiddetto satizzu, sono le parti più nobili del maiale. Si aggregano a questa pratica anche i vegetariani i quali sostituiscono il panino con un contenuto veg, come ad esempio una ricca peperonata e patate.

    2) Un giro per le bancarelle nella zona di Pentimele a Reggio Calabria, vicino il villaggio Oasi, dove vengono esposti prodotti artigianali locali (vasi di terracotta o ceramica e cesti di vimini) alternati a manufatti etnici.

    3) Non si può non ballare la tradizionale tarantella a piazza Duomo o piazza Italia, ma anche fuori dalla Chiesa dell’Eremo prima e dopo la Santa Messa notturna! I personaggi che ballano a volte aiutano il sottofondo musicale a suon di bestemmia.

    4) Usanza a cui il credente difficilmente rinuncia è baciare il quadro della Madonna. Nonostante la folla a volte sia soffocante, il bacio al quadro nella Chiesa dell’Eremo prima, durante la processione e all’arrivo al Duomo è d’obbligo!

    5) Alcuni la sera del venerdì dopo la messa nella Basilica dell’Eremo alle ore 23.00, si accingono alla veglia. Tutta la notte dall’una alle quattro del mattino circa vi sarà la veglia di preghiera al quadro, fino alla celebrazione Eucaristica delle 6.30!

    6) Giostre e concerti. Per quanto riguarda i divertimenti, sapere dove saranno allocate le giostre è sempre un enigma, anche se quest’anno saranno sistemate nella zona Tempietto. I concerti saranno quelli di sabato 9 settembre alle 21.30 a Piazza del popolo del cantautore Fabrizio Moro e martedì 12 settembre sempre alle 21.30 a Piazza Indipendenza di Raf.

    7) Appuntamento imperdibile con le frittole di maiale, un piatto tipico della città di Reggio Calabria e zone limitrofe, che si ottiene bollendo con una lunga cottura di circa 12 ore, tutte le parti del maiale compresa la cotenna (in dialetto scorcitta) in un pentolone, detto caddara, e cotte con il grasso sciolto ed infine degustate dentro un filone di pane di grano.

    8) Esporre dei drappi ricamati e coperte pregiate per rendere omaggio al passaggio della Sacra Effige della Madonna e tenere due luci accese sui balconi per “illuminare” tutto il periodo della Festa, quest’ultima usanza caduta ormai in disuso.

    9) La processione che inizia alle 8.00 del mattino. Dalla Chiesa dell’Eremo, l’Effige di Maria Ss. Madre della Consolazione viene accompagnata in città processionalmente, passando da Via Cardinale Portanova fino all’arrivo nella Basilica Cattedrale del Duomo. Gli applausi e le preghiere per l’enorme Vara sono intensi ed una volta al Duomo, sembra non abbia mai varcato quella porta e nonostante si sia vista tante volte, lo sguardo non può distogliersi dall’emozione. Un plauso anche ai portatori della Vara, che faticosamente sorreggono il peso senza mai lamentarsi. Alcuni credenti oltre a pregare piangono, altri percorrono la processione a piedi scalzi, con la speranza e quasi la certezza che non pioverà, perché quando entra al Duomo, la Madonna non fa piovere.

    10) Il martedì sera, per la conclusione finale della festa, molti, sul Lungomare Falcomatà, a volte anche muniti di seggiolini, si apprestano a cercare un’ottima posizione che permetterà di poter ammirare i giochi pirotecnici, con i reggini in movimento pronti a scoprire da dove verranno “sparati i fuochi”, se dal Calopinace o dalla Via Marina.

    Se non hai fatto almeno una di queste dieci cose non sei un vero reggino. Altrimenti condividi l’articolo. Condividi anche i tuoi scatti con #FestaMadonnaCityNow

    Tra i consigli utili suggeriamo:
    Porre dei lucchetti ai motorini e alle automobili. Fare attenzione agli scooter parcheggiati, e soprattutto uscire da casa con largo anticipo per trovare parcheggio e ove possibile camminare a piedi.

    Già il poeta italiano Ciccio Errigo intorno agli anni ’60 ripeteva spesso in occasione della Festa della Madonna la frase: Cu terremoti, cu guèrri e cu pàci, sta fèsta si fìci, sta fèsta si fàci! (Con i terremoti, in tempi di guerra e di pace, questa festa si è fatta e questa festa si farà!).
    La Festa della Madonna fa parte della cultura immortale del popolo reggino che si emoziona, che applaude, che sorride, che piange e a cui batte forte il cuore davanti all’Effige. È una tradizione che non può in alcun caso cessare di essere celebrata, che si tramanda di padre in figlio, nel suono che proclama alla collettività: E griramulu cu tuttu u cori: ora e sempri, evviva Maria!

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