• di Eva Curatola – “Calabria bella, povera e sconvolgente“, è questo il titolo che il giornale francese Le Monde dedica alla regione dell’estremo sud Italia.

    “A poco a poco la Calabria comincia ad essere alla moda. Contribuiscono le località balneari sublimi di Tropea e Scilla e le affascinanti vedute dello Stretto di Messina. Questa regione dell’estremo Sud attira i turisti, nonostante la sua cattiva reputazione. Anche il New York Times, negli ultimi mesi, l’ha inserita fra i 52 posti al mondo da visitare nel 2017”. 

    Una Calabria che stupisce e che continua ogni giorno a far parlare di sé. Sono innumerevoli ormai gli articoli, delle testate più famose del mondo, dedicati alla nostra regione. Una rivincita, quella della Calabria, che ha però un sapore dolceamaro.

    Nonostante l’inestimabile patrimonio archeologico, una cucina che non trova paragoni e spiagge paradisiache, la Calabria continua ad essere spesso associata alla criminalità.

    Il fotografo fiorentino Simone Donati decide di non fermarsi all’apparenza e ai pregiudizi di chi la Calabria non l’ha vissuta: “Quando si parla di Calabria, si tratta solo di storie di criminalità o di turismo. Proprio per questo io volevo andare oltre. Per scendere da strade già percorse e superare le apparenze. Per farlo è bastato spostarsi di qualche chilometro nell’entroterra”.

    Quella raccontata fra le pagine di Le Monde è una Calabria analizzata in ogni suo più piccolo aspetto. Dall’Appenino che scorre tra il Mar Ionio e il Tirreno, che fa da spina dorsale a una regione le cui statistiche mostrano una povertà senza eguali in Italia. Le Monde parla anche di una Calabria fatta di emigrazione, in cui i giovani sono costretti a fuggire per poter inseguire i loro sogni.

    Il lavoro messo in atto da Donati inizia nei primi mesi del 2016, quando il fotografo comincia ad esplorare paesaggi senza tempo alla ricerca della vera essenza della Calabria. Un lavoro costruito su basi solide, date dall’incontro di uomini e donne che rimangono nella terra in cui sono nati, ma anche di persone che ritornano, perché della Calabria non si può fare a meno.

    Una regione che ha così tanto da offrire al mondo ma che purtroppo spesso viene lasciata a sé stessa, è così che il quotidiano francese definisce una Calabria dal ricco potenziale mai totalmente sfruttato.

    Donati confessa inoltre: “Ho iniziato questo lavoro perché, come molti italiani settentrionali, non conoscevo la realtà calabrese. Nessuno ne parla mai. Per me è stato un po’ un ritorno alle origini. Negli ultimi anni ho fatto molte fotografie politiche. Qui, in Calabria, invece ho sentito la necessità di seguire il cammino opposto. Il mio progetto consisteva soprattutto nell’osservare tutto con la massima attenzione.” 

    Un pezzo forte, dalle verità scomode che porta alla luce gli aspetti crudi della Calabria, che però non smette mai di conquistare il cuore di chi la vede.

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