Basile come Occhiuto, Messina come Reggio. E’ ‘derby elettorale’ in riva allo Stretto

Polemiche De Luca -Siracusano sulla scelta del sindaco Basile. Dopo tanti anni, ci sarà una doppia elezione contemporanea in riva allo Stretto. Proprio mentre si avvicina il derby...

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Federico Basile ha annunciato le dimissioni da sindaco di Messina e, nello stesso passaggio, ha ufficializzato la scelta di ricandidarsi. Lo ha fatto a Palazzo Zanca, davanti alla stampa, aprendo di fatto la strada alle elezioni anticipate in primavera.

Nel suo intervento Basile ha legato la decisione al clima politico in Consiglio comunale e alla necessità di “non tenere la città sotto scacco”, chiedendo un nuovo mandato ai messinesi. “Mi sto ricandidando per guidare la città”, ha detto.

Le date sul tavolo e la regola dei 20 giorni

Il calendario non è ancora ufficiale: la data definitiva dipenderà dal decreto di indizione della Regione Siciliana. Tra le ipotesi più accreditate c’è il voto il 24 e 25 maggio, con eventuale ballottaggio il 7 e 8 giugno.

Sul piano procedurale, le dimissioni diventano definitive dopo 20 giorni dalla comunicazione: in questo periodo Basile può anche ritirarle. Superato il termine, si va verso la gestione commissariale fino alle urne.

Il parallelo con Reggio Calabria: due sponde al voto insieme

Se l’ipotesi di fine maggio verrà confermata, lo Stretto vivrà con ogni probabilità un turno elettorale “doppio”. Anche a Reggio Calabria infatti (come per tutti i comuni che si recheranno al voto nel 2026) si guarda alle stesse date del 24-25 maggio come finestra possibile per le comunali.

Un incrocio che, di fatto, renderebbe “infuocata” la primavera politica tra Messina e Reggio, con due campagne elettorali e successive elezioni in contemporanea sulle due sponde.

Siracusano critica Basile, De Luca attacca: “Due pesi e due misure”

Nel frattempo è già scontro politico. La deputata di Forza Italia Matilde Siracusano ha commentato sui social parlando di dimissioni “senza una motivazione valida” e di una responsabilità “scaricata” sul Consiglio comunale.

A replicare, e rilanciare, è stato Cateno De Luca, oggi sindaco di Taormina ed ex sindaco di Messina. De Luca ha accusato il centrodestra di incoerenza e ha chiamato in causa proprio Siracusano: secondo la sua lettura, la coalizione applicherebbe “due pesi e due misure” tra Messina e la Regione Calabria.

Il caso Occhiuto come precedente: la similitudine che alimenta la polemica

Nel ragionamento di De Luca torna il precedente dell’estate 2025, quando il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto (compagno proprio di Matilde Siracusano) annunciò dimissioni e ricandidatura. Un’operazione che, ricorda De Luca, venne difesa e rivendicata come scelta politica legittima.

Adesso, sostiene, su Basile verrebbe usato un metro opposto. Nella serata di ieri, nuovo botta e risposta tra i due, con Siracusano che ha ricordato a De Luca di non essere nato o cresciuto a Messina (a differenza della deputata forzista) e il sindaco di Taormina che ha ribattuto nuovamente. Su questa frattura, interna e nazionale, si sta già costruendo la campagna elettorale di Messina.

E dall’altra parte dello Stretto? La campagna elettorale deve ancora entrare nel vivo, ma la mossa definitivamente intrapresa ieri dal centrosinistra (con il via libera alle primarie di coalizione) di sicuro darà un impulso alle consuete scintille tra fazioni opposte che solitamente accompagnano gli elettori sino all’appuntamento con le urne.

Reggio Calabria e Messina, in attesa del derby calcistico che le vedrà una di fronte all’altra domenica 15 febbraio al Granillo, si preparano dunque ad un’insolita “sfida” politica che animerà le due sponde dello Stretto.