Palmi, consigliere comunale 'assente': la denuncia della maggioranza

Dal 2017 al 2021, Randazzo ha partecipato solamente a 20 riunioni su 46 e dalla maggioranza è passato all'opposizione

Da sempre, come Amministrazione Comunale, abbiamo dato grande importanza alla trasparenza nell’agire amministrativo, come certificato anche dal prestigioso premio trasparenza “AIDR”, consegnatoci nel 2019 a Roma. In questi anni abbiamo inoltre lavorato cercando di dare sempre il massimo impegno.

Probabilmente altrettanto non si può dire di chi in questi anni ha occupato gli altri scranni dell’aula consiliare, dove avrebbe dovuto svolgere con altrettanto impegno il ruolo assegnatogli dai cittadini per il bene della nostra Città. Sul sito web istituzionale del Comune di Palmi, nella sezione amministrazione trasparente, sono pubblicati e di libera consultazione per chiunque fosse interessato, i dati relativi ai compensi e ai rimborsi agli amministratori, con i prospetti delle presenze dei consiglieri comunali alle riunioni di consiglio e delle commissioni consiliari. Dalla consultazione dei dati relativi alle riunioni del Consiglio Comunale, risulta che il consigliere Randazzo, a partire dal 14 luglio 2017 (data d'insediamento dell’amministrazione Ranuccio) e fino al 31 dicembre 2021, abbia partecipato a sole 20 riunioni su 46, meno della metà di quelle convocate.

La storia del consigliere "assente" a Palmi

Alle ultime elezioni, il consigliere Randazzo si è candidato con la Dott.ssa Di Certo in una coalizione di centrosinistra, probabilmente perché in quel momento gli era sembrata la scelta più opportuna secondo le sue personali logiche politiche, frutto di acrobazie, trasformismi e utilitarismi. Secondo il fine stratega, nel 2017 il vento soffiava a sinistra e valeva la pena approfittarne, magari con l’intento di strappare un posto al sole, mentre adesso prendiamo atto che il coerente consigliere è diventato il portavoce dell’intera coalizione di centrodestra, o forse, che viene mandato allo sbaraglio in avanscoperta per ricevere la replica piccata che merita un componente del Consiglio Comunale risultato tra i più assenti alle riunioni di consiglio, oltre che tra i più premeditati oppositori nelle riunioni delle commissioni consiliari alle quali ha partecipato, con interventi quasi mai propositivi e costruttivi, bensì, soltanto dannosi per la Città.

E cosa dire poi degli ultimi 18 mesi della sindacatura Barone, della quale lo stesso si dichiarava fiero sostenitore, allorquando le riunioni di Consiglio Comunale venivano sistematicamente convocate con la procedura d’urgenza, senza la preventiva convocazione della conferenza dei capi gruppo consiliari.

Inoltre, in quegli anni le riunioni di consiglio si sono spesso tenute in seconda convocazione, perché in quel caso davvero non c’erano i numeri della maggioranza per procedere in modo regolare in prima convocazione. Di tutto questo evidentemente si è scordato il consigliere Randazzo.

Così come si è forse scordato delle sue posizioni, espresse in sede di riunione della commissione elettorale, nella quale insieme a qualche altro componente della ciurma di cui adesso fa parte, ha ostinatamente scelto gli scrutatori con metodo clientelare, non aderendo all’imparziale e trasparente modalità di scelta del sorteggio nella lista degli aventi diritto, come invece hanno sempre fatto i consiglieri di maggioranza dell’amministrazione Ranuccio.

In ogni caso, avremo modo di ricordare alla Città e ai cittadini i comportamenti acrobatici, trasformistici ed utilitaristici del consigliere di lungo corso Antonino Randazzo, il quale da fiero sostenitore dell’amministrazione Barone, nel 2017, prese le distanze dal gruppo che sosteneva il candidato a Sindaco Avv. Silvana Misale, e si candidò in una coalizione di centrosinistra,  mentre adesso si ritaglia il ruolo di portavoce e portabandiera (salvo sinistri colpi di vento), di un centrodestra palmese apparentemente unito e a trazione Leghista, con una coalizione che tanti danni ha già fatto alla città e che rievoca il tanfo di stantio di una “Restaurazione” che di certo i cittadini non vogliono, e che oggi corrisponderebbe al “vecchio che avanza”.

I consiglieri comunali di maggioranza