Domani il prof. Idotta racconterà la ‘favola’ dello scrittore calabrese Fortunato Seminara


Promosso dall’Associazione Culturale Anassilaos nell’ambito di una serie di incontri che il Sodalizio reggino intende dedicare ai più grandi e importanti scrittori calabresi si terrà presso la SalaBibliotecadella Provincia di Reggio Calabria mercoledì 18 febbraio alle ore 17,00 l’ incontro sul tema “Fortunato Seminara, quasi una favola”. A parlare dello scrittore, nato a Maròpati (Reggio Calabria) il 12 agosto 1903 e  morto a Grosseto il 1° maggio 1984, sarà il Prof. Francesco Idotta, attento studioso della letteratura  calabrese. Introdurrà l’incontro  la Prof.ssa Pina De Felice, Responsabile Anassilaos.  
Fortunato Seminara è una delle voci più alte della letteratura italiana del Novecento che annovera in Calabria una nutrita serie di scrittori che ancora oggi si caratterizzano per la loro attualità e modernità nonostante il tempo trascorso. Compì i suoi primi studi  al Seminario di Mileto e poi a Reggio Calabria, Pisa  e a Napoli dove si laureò in legge come tanti giovani di questa terra di umili origini che attraverso la professione legale cercavano la via di una realizzazione personale. La carriera forense mal si adattava al suo animo inquieto e indagatore e  l’esercizio della scrittura lo attraeva profondamente. Collaboratore di riviste e rotocalchi, esordì nel 1934 con il romanzo Le baracche, pubblicato soltanto nel 1942 a causa di alcuni problemi incontrati con la censura fascista.
Si tratta infatti di un’opera dai contenuti crudi,  quasi scabrosi,  che in una realtà calabrese quasi barbarica racconta la vicenda di una ragazza vittima dell’ambiente e della violenza di un uomo.
La stessa società calabrese violenta e primitiva  torna nei romanzi successiva  Il vento nell’oliveto (1951) e La masseria (1952). Nelle opere successive  Donne di Napoli (1953) e Disgrazia in casa Amato (1954) lo scrittore – che coglie con maestria e sensibilità i cambiamenti della società italiana che diviene sempre più urbana e meno contadina –  sposta la vicenda narrativa  dalla campagna alla città. I contadini sono divenuti piccoli borghesi che continuano però a conservare una mentalità arcaica senza peraltro avere mantenuto quei valori che  pure erano  presenti nel mondo della campagna.  Lo stesso contesto piccolo borghese  troviamo nel  romanzo La fidanzata impiccata (1957) e nel Il diario di Laura. Ancora al mondo calabrese lo scritto re si rivolge nell’ L’altro pianeta (1967) e in Quasi una favola (1976).