Sanità in Calabria: passa l'emendamento per l'approvazione dei bilanci aziendali

I bilanci aziendali dovranno essere approvati entro un anno dalla nomina dei commissari straordinari. Cancellati i 90 giorni previsti dalla seconda Legge Calabria

«In fase di conversione del decreto legge Sostegni bis, è passato un emendamento per assicurare la continuità gestionale delle aziende del Servizio sanitario della Calabria. Ora i bilanci aziendali dovranno essere approvati entro un anno dalla nomina dei commissari straordinari. Anche grazie all’interessamento della sottosegretaria Dalila Nesci, abbiamo cancellato i 90 giorni di tempo previsti dalla seconda legge Calabria, che rendevano impossibile l’approvazione dei bilanci aziendali degli anni scorsi».

Lo afferma, in una nota, il deputato M5S Paolo Parentela, che prosegue:

«In parlamento abbiamo dato un contributo fattivo per risolvere questo problema, che rischiava di creare grosse difficoltà a discapito dei pazienti, degli utenti e dei servizi. Dobbiamo continuare a lavorare per garantire ai calabresi il diritto alla salute, quindi per la rapida riorganizzazione delle reti assistenziali e soprattutto per lo sblocco delle risorse finalizzate alle assunzioni straordinarie di personale sanitario».

«A favore della sanità pubblica calabrese – conclude Parentela – porteremo avanti il nostro impegno e la nostra battaglia di sempre, insieme a tutte le forze civiche e politiche che si riconoscono nel progetto di cambiamento guidato da Amalia Bruni».

Non la pensa allo stesso modo Sapia che, intervenendo sulla questione della gestione dei bilanci aziendali, rilancia: "Si limita a spostare il problema in avanti".

«Alla fine la montagna ha partorito il topolino. Il governo del grande inciucio ha confezionato e approvato un emendamento, nell’ambito della conversione in legge del decreto Semplificazioni bis, che semplicemente sposta in avanti il termine per l’approvazione dei bilanci degli anni passati delle aziende del Servizio sanitario della Calabria».

Lo afferma, in una nota, il deputato di L’Alternativa C’è Francesco Sapia, che alla Camera siede in commissione Sanità.

«Quindi – sottolinea il parlamentare – il problema è soltanto rinviato. Si tratta di una tipica soluzione all’italiana, che mortifica la Calabria e i calabresi, che conferma la volontà dell’esecutivo di utilizzare i commissari aziendali come capri espiatori, come figure per schermare i burocrati ministeriali rispetto alle loro responsabilità sui controlli dei conti della sanità calabrese».

«In parlamento avevo proposto – ricorda il deputato di L’Alternativa C’è – di ricorrere ai Servizi ispettivi di finanza pubblica, al fine di accertare i debiti e le perdite delle aziende sanitarie e ospedaliere della Calabria. Purtroppo non sono stato ascoltato, così gli accertamenti saranno effettuati, in vari casi, dagli stessi funzionari di sempre. Siamo all’assurdo e nessuno ha il coraggio di dirlo, di gridarlo, di denunciarlo».

«Continuerò – conclude Sapia – a combattere questa battaglia di verità e giustizia sociale nell’interesse dei cittadini calabresi, cui sono richieste tasse e ticket senza la possibilità di avere servizi sanitari adeguati, di contare su una sanità pubblica che dia risposte, che sappia frenare l’emigrazione dei malati e i viaggi della speranza, che sia nelle condizioni di ridurre le gravi diseguaglianze rispetto alle strutture del Centro e del Nord dell’Italia».