Addio ai furbetti, impronte digitali per dipendenti statali. Arriverà anche a Reggio?

Negli anni scorsi a Reggio e in diversi comuni della provincia erano stati scovati numerosi 'furbetti' del cartellino.  "È finita l'epoca delle truffe", le parole del ministro Bongiorno


Pronto il regolamento, previsto dalla legge Concretezza, sulle impronte digitali per la verifica degli accessi a lavoro dei dipendenti pubblici

“Felice di una legge che prevede la drastica riduzione dei tempi delle procedure concorsuali, nuove risorse in settori strategici della P.a, aiuti alle amministrazioni in affanno e un metodo di lotta contro l’assenteismo finalmente incisivo: fino ad oggi, di fatto, la facevano franca in troppi; adesso, con le impronte digitali e la videosorveglianza, preveniamo il fenomeno. È finita l’epoca delle truffe”. Lo dice il ministro della P.a, Giulia Bongiorno, all’ANSA, parlando dell’entrata in vigore della legge Concretezza.

E’ pronto, infatti, il regolamento, previsto dalla legge Concretezza, sulle impronte digitali per la verifica degli accessi a lavoro dei dipendenti pubblici. Secondo quanto apprende l’ANSA, infatti il regolamento sarebbe stato inviato proprio oggi al Garante della privacy.

A seguire sarà mandato, per i relativi pareri, alla Conferenza Unificata e al Consiglio di Stato. I decreti attuativi relativi all’istituzione del ‘Nucleo per la Concretezza’ saranno, invece, ultimati entro il mese di settembre.

Una volta concluso tutto l’iter, il regolamento verrà attuato negli uffici della P.a. Curiosità per capire se sarà introdotto anche a Reggio Calabria.

Da ricordare come negli anni scorsi a Reggio e in diversi comuni della provincia erano stati scovati numerosi ‘furbetti’ del cartellino.

Uno degli ultimi casi, in ordine temporale, ha riguardato il comune di Bova Marina. Cinque dipendenti del Comune, nel maggio del 2018, sono stati interdetti dai pubblici uffici per periodi variabili dai 7 ai 10 mesi per assenteismo.

Indagati 22 dipendenti pubblici del Comune, pari all’88% dei dipendenti complessivi (25), per 448 irregolarità nell’utilizzo del badge marcatempo, di cui 30 gravi.

Da sottolineare come la pratica del ‘furbetto’, purtroppo, è consolidata da diversi anni su tutto il territorio nazionale, con particolare riferimento alle regioni del centro-sud.

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