L’Aspromonte e il cerchio della vita nelle foto di Francesco Tassone
L'Aspromonte in cenere ed una madre pronta a far nascere una nuova vita. Un progetto dal forte impatto visivo ed emotivo
07 Settembre 2021 - 17:34 | di Redazione

Il cerchio della vita. È quello a cui abbiamo assistito in queste settimane di fronte alla devastazione dell’Aspromonte ed alla tragica scomparsa di diverse persone. Uomini e donne che hanno riposto sogni e speranze nella loro terra, senza mai pensare che, un giorno, non troppo tardi, tutto sarebbe strappato loro dal fato o da chi, senza cuore, ha deciso di dare fuoco alle montagne che oggi guardiamo con stupore.
Il verde ha lasciato il posto al nero. Parchi, sentieri, colline, tutto cancellato dalla mano dell’uomo. Vento ed alte temperature hanno fatto il resto. Ciò che resta è la cenere. Ma c’è chi, da quella polvere, è in grado di rinascere come l’araba fenice. E si tratta, decisamente, del popolo calabrese che, in secoli di storia, ne ha attraversate davvero tante di situazioni tragiche, ma non ha mai smesso di lottare.
Il cerchio della vita
Ma è proprio da qui che riparte il cerchio della vita. La foto di un germoglio, assieme a delle foto della maternità, in contrapposizione alla devastazione dei boschi a seguito dei recenti incendi, sono state diffuse sulle pagine di GAYA – Mondo di Unione – nei giorni scorsi, come simbolo di una rinascita. Quello di Gaya è un progetto ambizioso che aspira all’evoluzione dell’essere umano attraverso una attenta e cosciente relazione con madre Natura.
In questo senso Valentina Palco che è parte attiva e significativa di questo progetto ha scelto di lasciarsi fotografare per lanciare un messaggio educativo dal forte impatto visivo ed emotivo.
A fotografare Valentina è Francesco Tassone anch’egli coinvolto da tempo nello sviluppo del progetto di Gaya – Mondo di Unione. Lo stesso così scrive:
“Lei è Valentina Palco sta entrando al nono mese di gravidanza. Siamo andati nei boschi bruciati di GAYA – Mondo di Unione in preaspromonte a fare queste foto con la sua creatura in grembo. La prepariamo al mondo che ahimè troverà! Alcuni boschi non li rivedremo più altri ci vorranno alcune centinaia di anni per riformarsi altri ripartiranno prima ma saranno diversi da ciò che erano. Alcuni dicono: “Dovresti dire chi è la modella, che le foto sono tue, mettere un logo, un copyright e anche le poesie sai te le rubano non dovresti metterle sui social” Ma a che servono i doni se non si condividono con tutti? Se non ispirano nessuno? Gli chiedo! A che serve vivere protetti? Se proteggiamo il dare non limitiamo il ricevere? Valentina ha donato la sua preziosa immagine per raccontare alcuni aspetti di una realtà che riguarda tutti noi, che va conosciuta, denunciata, sentita. Lo ha fatto generosamente ricordando a tutti noi che siamo esseri umani non multinazionali. I copyright e i brevetti non appartengono a questa nuova esistenza che siamo chiamati a vivere e men che meno alla nostra fulgida coscienza.
Chi incendia si brucia
chi ruba si impoverisce
chi si protegge si spegne
chi condivide è generoso
chi crea resta connesso
Dalla Vita non ci si protegge…
con la Vita ci si allea”.
Immagini dunque che lasciano poco spazio all’interpretazione e molto alla coscienza di chi le ammira e parole che coinvolgono e fanno riflettere sul senso profondo di quello che sta accadendo nel mondo in cui viviamo e sul modo in cui possiamo realmente fare una differenza. Perché solo attraverso la consapevolezza il cerchio della vita può essere pienamente rappresentato e compiuto.
