Bivongi, strada danneggiata dal ciclone Harry. Fuda: ‘Messa in sicurezza immediata’ – FOTO
Il Consigliere metropolitano delegato all'Ambiente interviene sulla messa in sicurezza della strada di accesso al Comune di Bivongi, gravemente danneggiata dagli effetti del ciclone Harry
05 Febbraio 2026 - 15:09 | Comunicato Stampa

A seguito degli eventi meteorologici eccezionali legati al ciclone Harry, la strada metropolitana di accesso al Comune di Bivongi ha subito gravi danni a causa di un sifonamento provocato dalle acque della fiumara Stilaro, che costeggia l’arteria viaria. La Città Metropolitana è intervenuta con urgenza attraverso un’azione congiunta dei settori Viabilità e Ambiente, al fine di consentire la riapertura nel più breve tempo possibile della strada e garantire il ripristino delle condizioni minime di sicurezza per la comunità locale. Nel corso dell’intervento è stata effettuata una risagomatura dell’alveo della fiumara, finalizzata a regimare il deflusso delle acque e a ridurre il rischio immediato per l’infrastruttura stradale.
Sicurezza idraulica e gestione dei sedimenti

“Si è trattato di un intervento necessario e tempestivo – ha dichiarato il Consigliere metropolitano delegato all’Ambiente, Salvatore Fuda – che ha permesso di riaprire rapidamente la strada e di mettere in sicurezza, seppur in via provvisoria, un collegamento fondamentale per il Comune di Bivongi. Tuttavia, è evidente che su quel tratto di fiume occorra avviare con urgenza uno studio di progettazione per una messa in sicurezza definitiva, che preveda la risistemazione delle arginature e la realizzazione o il ripensamento di nuove briglie, anche alla luce del fatto che l’area è interessata dalla presenza di una vecchia opera di presa, realizzata molti anni fa da Opera Sila e oggi non più in funzione”.
In riferimento ai temi della sicurezza idraulica e dell’erosione costiera, emerge una questione strutturale che la Città Metropolitana porta avanti da tempo nel confronto con la Regione Calabria: la necessità di definire un modello tecnico-amministrativo che consenta di sbloccare la gestione del materiale litoide all’interno delle fiumare.
“Erosione costiera e sovralluvionamento delle fiumare sono due facce della stessa medaglia – prosegue Fuda – le spiagge devono essere naturalmente alimentate dal trasporto solido dei corsi d’acqua, ma questo equilibrio è stato compromesso anche da una forte antropizzazione, in particolare dalla realizzazione di briglie nella parte valliva dei fiumi, che di fatto ostacolano il naturale trasporto del materiale verso la costa”.
Modelli operativi e difesa del suolo

Allo stato attuale, l’assenza del Piano regionale di gestione dei sedimenti rende complessa qualsiasi pianificazione strutturale. La redazione di tale Piano è stata affidata dalla Regione, per l’intero territorio calabrese, all’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale e richiederà ancora tempo prima di giungere alla sua approvazione definitiva, con la conseguente impossibilità di attivare interventi ordinari di gestione del materiale, compreso il ripascimento forzato delle spiagge. Una situazione che incide anche sul piano economico, poiché la mancata possibilità di estrazione e valorizzazione del materiale litoide contribuisce a ridurre l’offerta di inerti sul mercato, determinando un progressivo aumento dei prezzi.
“Proprio per questo – sottolinea il Consigliere delegato – da tempo proponiamo di sperimentare soluzioni operative alternative, autorizzando studi parziali su singole aste fluviali. Come Città Metropolitana abbiamo finanziato, in collaborazione con l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, studi approfonditi su tre grandi fiumare sovralluvionate – La Verde, Amendola e Bonamico – studi già disponibili e che potrebbero essere valutati nelle more dell’approvazione del Piano regionale”.
L’ordinanza di Protezione Civile emanata a seguito degli ultimi eventi calamitosi legati al ciclone Harry prevede specifiche deroghe al Piano di gestione dei sedimenti; tuttavia, resta fondamentale sbloccare anche le attività ordinarie, al fine di mettere a sistema una nuova visione della difesa del suolo.
“Non possiamo continuare a pensare alla difesa del territorio esclusivamente attraverso le opere a mare – conclude Fuda -. È necessario affiancare a queste una strategia strutturale che includa il ripascimento forzato come metodo ordinario di coltivazione delle spiagge, basato su studi puntuali delle unità fisiografiche”.
“Desidero ringraziare l’ingegnere Domenica Catalfamo, Direttore del Dipartimento Tutela del Territorio della Città Metropolitana, il Dirigente del Settore Viabilità ingegnere Lorenzo Benestare, il funzionario del settore Difesa del Suolo, Antonino Siclari e l’azienda in house Castore S.r.l., che ha materialmente eseguito l’intervento con tempestività ed efficacia. Un ringraziamento va anche al Sindaco Grazia Zaffino, che ha seguito da vicino la vicenda lavorando alla predisposizione di una scheda di rischio residuo per la messa in sicurezza di quel tratto di fiume”.








