Il social blackout più lungo della storia. Danni per più di 100 milioni di dollari

Facebook, Instagram e WhatsApp in tilt. Tra chi minaccia cause e chi l'ha presa con un sorriso, c'è stato anche chi si è rivolto....alla polizia

Mai così a lungo senza social. Non si era mai assistito ad un blackout dei social network di questo tipo, sia per la durata (iniziato ieri pomeriggio in tutto il mondo, ancora oggi si registrano problematiche) sia perchè ha colpito al contempo Facebook, Instagram e WhatsApp.

A soffrirne è soprattutto l’Europa come è possibile vedere nelle mappe di DownDetector, servizio online che monitora la situazione in tempo reale. Diverse e differenti le problematiche riscontrate dagli utenti: chi non riesce a pubblicare nuovi contenuti, chi ha problemi a caricare le foto, chi non vede la propria bacheca aggiornata, e chi non ha del tutto accesso alle reti sociali, le complicazioni riportate sono diverse.

PERCHE’ IL BLACKOUT?

Sulle possibili motivazioni, in rete circolano diverse teorie come quella che vorrebbe affibbiare la colpa agli hacker. In particolare a un attacco informatico di tipo DDoS. L’acronimo sta per distributed denial of service, traducibile in italiano come interruzione distribuita del servizio, e consiste nel tempestare di richieste un sito, fino a metterlo ko e renderlo irraggiungibile.

Ma la compagnia di Mark Zuckerberg ha categoricamente smentito l’indiscrezione con un tweet pubblico: “Stiamo lavorando per risolvere il problema il più presto possibile, ma possiamo confermare che il disservizio non è legato a un attacco DDoS”, è il testo del cinguettio. su Twitter, gli hashtag #facebookdown e #instagramdown sono diventati tendenze mondiali in pochi minuti, stesso discorso per le parole chiave su Google. Boom di Telegram durante il blackout social. La piattaforma avversaria infatti ha guadagnato ben 3 milioni di utenti in poche ore.

DANNI PER MILIONI DI DOLLARI

Facebook non è più semplicemente un social, ma una macchina da soldi quotata in borsa. E un’ora off line ha costi enormi, figurarsi quattordici. È oggettivamente difficile calcolare con precisione quanto sia costato questo blackout a Facebook, ma coi numeri a disposizione si possono fare delle ipotesi.

Sulla base delle stime di vendita del 2019, Facebook Inc. (ovvero tutta la galassia che comprende anche Instagram e WhatsApp) prevede di generare entrate medie giornaliere di circa 189 milioni di dollari. L’incidente di ieri, dunque, secondo quanto riportato dal Sole24ore potrebbe valere una perdita di circa 110 milioni anche se fare una stima precisa è quasi impossibile.

Facebook sarà costretta a rimborsare gli investimenti in advertising per le ore di blackout, da sottolineare inoltre come all’ombra di Facebook e Instagram, quotidianamente, vive un indotto milionario costituito dagli influencer, che vede l’italiana Chiara Ferragni tra le più conosciute in tutto il mondo. Il blackout ha bloccato anche questa sotto-economia, non a caso c’è chi ha ipotizzato cause e richieste di risarcimento milionari.

Tra chi minaccia cause e chi l’ha presa con un sorriso, c’è stato anche chi si è rivolto….alla polizia. I poliziotti della Nuova Zelanda e dell’Australia infatti hanno invitato le persone a non chiamare il numero delle emergenze per risolvere i loro problemi “social”. Ecco il tweet di un dipartimento di polizia di Canterbury: “Lo sappiamo, il nostro profilo Facebook e quello Instagram non hanno funzionato in queste ore. Purtroppo però non possiamo fare nulla perché, lo sapete, loro sono in America e noi siamo la Polizia. Quindi per favore non chiamateci per questo motivo”.

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