Giovane accoltellata nella Locride trasferita all'Ospedale di Reggio: l'Asp smentisce i disservizi

L'Asp di Reggio smentisce quanto dichiarato in merito al fermo TAC dell'Ospedale di Locri

In data 10/1/2020 è apparso sulla Gazzetta del Sud un articolo intitolato “La TAC c’è e funziona e nessuno sa usarla” del giornalista Pino Lombardo in cui vengono riportate
dichiarazioni del segretario UIL Nicola Simone che sostiene il mancato utilizzo dell’apparecchiatura ad oltre 20 giorni dall’installazione e fa riferimento ad un caso specifico di una ragazza gravemente ferita trasferita agli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria.

L’ASP di Reggio Calabria effettuate tutte le ricognizioni del caso ed acquisite le dichiarazioni del responsabile di Radiologia e del responsabile dell’Ufficio tecnico smentisce quanto dichiarato in merito al fermo TAC documentando, invece, l’attivazione dell’apparecchio già da circa una settimana con l’effettuazione degli esami a cominciare dalle urgenze contestualmente alla formazione del personale, in corso.

Smentisce, altresì, qualsiasi collegamento tra il trasferimento del caso grave descritto e il funzionamento della TAC in quanto la giovane ragazza cubana accoltellata è stata
immediatamente trasferita alla Chirurgia Vascolare dell’Azienda Ospedaliera di Reggio Calabria per le gravi ferite al collo riportate senza effettuare TAC in quanto in pericolo di
vita.

Si stigmatizza che questa Azienda ha effettuato nei termini il collaudo previsto della nuova TAC e garantisce la formazione che ha interessato tutto il personale medico, tecnico ed
infermieristico. Con l’occasione si informa che è stato anche implementato il personale medico con il recente trasferimento alla Radiologia di Locri di un altro dirigente medico
radiologo.

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