Reggio - Storie di Volontariato, da insegnante a ‘missionaria’: Bruna e il suo ”hobby” di salvare vite - FOTO

Bruna è a capo dell'Help Center di Reggio Calabria 'Casa di Lena'. Ai nostri microfoni ci racconta l'emergenza Covid

Nascosto, dietro occhiali e mascherina, c’è lo sguardo di una donna che da oltre 45 anni fa volontariato. Bruna non si è mai arresa, nemmeno di fronte all’evidenza del destino crudele, capace di mettere in ginocchio e annientare l’essere umano. I suoi occhi oggi sprigionano ottimismo e amore. Il suo sguardo luminoso incrocia ogni giorno tante brutte storie ma nonostante tutto appare ancora brillante e radioso.

REGGIO, LA FORZA DI BRUNA

Bruna Mangiola

Bruna ha trovato sempre la forza di non lasciarsi abbattere, cambiando il vento infelice di molte vite.

Come quella volta in cui salvò assieme ai volontari Ahmed, sommerso dai rifiuti a pochi metri dal mare, ad un passo dalla morte. Viveva da giorni sotto una tettoia, colpito da una batteria di una macchina, aveva il volto sfigurato dall’acido e di lasciare il suo triste rifugio non voleva saperne. E’ stato solo grazie all’insistenza e alla perseveranza di Bruna e dei volontari se Ahmed un giorno ha accettato il trasferimento presso le suore di Madre Teresa, dove passò gli ultimi mesi di vita in condizioni dignitose.

Incontriamo Bruna Mangiola presso l’Help Center – Casa di Lena di Reggio Calabria gestito dalla Caritas, nei locali adiacenti alla stazione centrale della città, concessi gratuitamente dalle Ferrovie dello Stato.

“Dal 2015 svolgiamo attività di volontariato ed assistenza alle persone in difficoltà. Accogliamo tutti coloro che hanno bisogni primari come un pezzo di pane o un caffè. Spesso però dietro al bisogno immediato dettato dalla fame si hanno necessità più complesse”.

HELP CENTER - LA CASA DI LENA

Help Center Reggio Calabria

Lena era una donna senzatetto, morta d’infarto nella propria baracca vicina al porto dopo aver vissuto in povertà per tutta la sua vita. Bruna ed il suo team (20 persone) ha rispettato la volontà di Lena fino all’ultimo giorno portando cibo anche ai suoi amati cani. A lei è stato dedicato l’Help Center reggino.

Oggi è il più piccolo d’Italia ma svolge un lavoro eccezionale dal punto di vista organizzativo e logistico in grado di portare avanti un progetto di solidarietà che ha l’obiettivo di affrontare e contrastare i fenomeni di disagio sociale presenti in città.

“Dietro quel pasto o quel caffè si nascondono esigenze più forti – spiega Bruna – Non siamo distributori di cibo ma di relazione ed amore. Solo attraverso la dedizione verso l’altro è possibile capire ed aiutare il prossimo”.

La Casa di Lena è di fatto uno sportello di orientamento a cui si rivolgono soggetti in difficoltà, al fine di essere indirizzati verso i servizi sociali come, centri di accoglienza, comunità terapeutiche, associazioni specifiche o semplicemente verso i CAF per poter esercitare i propri diritti. Una realtà virtuosa in grado di sopravvivere solo grazie alle tante donazioni e all’amore dei volontari.

EMERGENZA COVID, IL GRIDO DI BRUNA: 'NON CI SIAMO MAI FERMATI'

Ad oggi, in Italia, più di 5 milioni di cittadini versano in una situazione di povertà assoluta e non riescono a far fronte a spese essenziali per il mantenimento di livelli di vita “minimamente accettabili”.

A Reggio Calabria sono circa 60 le persone che vivono per strada.

“Il logo della Casa di Lena è rappresentato da una Casa con le ruote – continua il racconto di Bruna – Lo abbiamo scelto perché andiamo a trovare le persone in giro per strada ed incontriamo storie di vita anche al di fuori di questi locali”.

Anche in tempi di lockdown i poveri non sono stati abbandonati.

“Non ci siamo mai fermati. Si andava, previa telefonata, dalle famiglie reggine che avevano forte necessità di aiuto, a portare i pacchi spesa. Una squadra garantiva anche il giro serale per assistere i senza dimora. Dopo vari tentativi si è riusciti, anche grazie ad una raccolta di firme, ad aprire temporaneamente una palestra per assicurare ai nostri amici di strada l’igiene personale attraverso una doccia calda. Sono stati giorni intensi e faticosi ma estremamente gratificanti”.

Bruna svolge attività di volontariato dall’età di 12 anni. Era un’insegnante ma ha voluto dedicare l’intera sua vita all’altro e all’aiuto gratuito e spontaneo verso il prossimo.

“Ho voluto seguire la parabola del buon samaritano trasmettendola agli altri”.

Mentre parliamo continua il via vai di gente che si avvicina allo sportello solo per un semplice caffè o per rinnovare l’accordo con l’Atam che prevede un mini abbonamento gratuito per sei mesi per recarsi alla mensa.

Dolce e sempre educata, come tutto lo staff, l’intervista viene interrotta dall’ennesimo povero in cerca di aiuto.

“Non ce n’è pizza oggi, mi dispiace tesoro. Solo pane, cornetti e dolci quanti ne vuoi. Sono tutti belli ma alcuni sono proprio esigenti...(ride ndr)”