Insieme per la memoria, il concerto dell'Orchestra d’archi del Conservatorio Cilea

A cosa serve la giornata della Memoria se non a scongiurare il pericolo di ripetere gli errori del passato?

L’Orchestra d’archi del Conservatorio Cilea e la Città Metropolitana di Reggio Calabria insieme, ancora una volta, per dar vita ad una iniziativa importantissima in occasione della giornata della memoria.

Un pomeriggio dedicato alla musica che, insieme al rosso mantello della dea Atena, la cui immagine, attraverso testate nazionali e social, ha fatto il giro di tutta Italia, ha voluto ricordare le vittime dell’orrore più grande di cui la storia abbia memoria: l’Olocausto.

L’orchestra, diretta dal maestro Andrea F. Calabrese, ha suonato calde note di Tartini, Mozart, Mendelssohn-Bartholdy, Tchaikovsky, Elgar, Williams, Ravel, sono state precedute dalla lettura di “Se questo è un uomo” di Primo Levi, le cui parole, potenti e dirompenti, interpretate da Giusy Pellicanò, hanno introdotto il concerto, esplicitandone tutto il suo significato e catapultando la gremita platea nella tremenda realtà dell’omicidio di massa, delle torture, delle violenze, dello strazio di bambini strappati dalle proprie madri prima di essere uccisi.

“Vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore”.

E scolpirle nel cuore è stato proprio l’intento dell’Amministrazione Metropolitana e del Conservatorio, così come sottolineato anche dalla direttrice Maria Grande che ha voluto aggiungere che la musica era presente anche nei campi di concentramento: “Non manchiamo mai a questo importante appuntamento – afferma Grande – e la musica è il nostro modo di commemorare le vittime dello sterminio”.

Tutto l’orrore dell’Olocausto è stato sottolineato da Marcello Condorelli, portavoce del Sindaco Giuseppe Falcomatà, che ha evocato l’immagine, terribile, della cenere che si sprigionava dai forni crematori diffondendosi nell’aria, portando con sé  le vite umane di uomini e donne, con i loro sogni, le loro speranze. Milioni di vite umane!

A cosa serve la giornata della Memoria se non a scongiurare il pericolo di ripetere gli errori del passato? E parla, a tal proposito, Falcomatà di moderno olocausto, facendo riferimento all’emergenza umana e umanitaria dei nostri tempi.

“Facciamo memoria dell’Olocausto, così come degli olocausti moderni, che oggi si consumano anche e soprattutto in mare”, sono le sue parole.

Ecco il messaggio che è partito dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria, attraverso le parole del Sindaco Falcomatà: “no alla violenza, no all’odio, no all’indifferenza”.

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