Io Resto Qui - Francesco Rende: "Credere nella Calabria, una sfida da vincere"

Nuovo appuntamento con #Iorestoqui, rubrica di Cit

Nuovo appuntamento con #Iorestoqui, rubrica di Citynow che intende dare spazio a chi, in un periodo particolarmente complicato, ha scelto di rimanere o tornare in Calabria. Imprenditori, studenti, artisti, sportivi, gente ‘normale’: Citynow racconterà le storie di persone comuni, unite dallo stesso sentimento nei confronti della propria terra.

Percorsi differenti ma con lo stesso punto di partenza e di arrivo, la Calabria. Riporre speranza e fiducia in una valigia non è l’unica soluzione, spinta da questa convinzione Citynow vuole dare spazio e voce a chi ha il coraggio di dire #Iorestoqui….

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Questa settimana sarebbe più corretto parlare di 'Noi restiamo qui', considerato che gli ospiti sono due, Francesco Rende e Chiara Ferreri, coppia nel lavoro e nella vita.

Giovani, solari e pieni di speranza per il futuro di questa terra. Un’amore, quello tra Francesco e Chiara, che è nato tra i banchi di facoltà e che li ha portati dopo la laurea, e dopo diverse esperienze lavorative all’estero e in altre regioni d’Italia. Da qui la decisione di creare la 'Efferre Communication', un’agenzia di comunicazione nella città di Cosenza che offre servizi di social media marketing e comunicazione digitale alle imprese che decidono di passare ad un nuovo approccio pubblicitario.

Decidere di rimanere in Calabria e fare comunicazione digitale non è stato semplice, anzi Francesco sostiene si sia trattato di una vera e propria sfida che si sono imposti: "Ci siamo resi conto che intorno a noi ci sono ottime aziende che possono vincere determinate sfide grazie al digitale ma mancavano forse le professionalità adeguate, e che potevamo dare il nostro contributo. Da qui la scelta di rimanere nella propria terra, perché per noi sarebbe stato più stimolante e costruttivo realizzare qualcosa in Calabria anziché altrove".

Ovviamente quando si parla di introdurre delle novità in Calabria, che sappiamo essere una terra molto legata alle tradizioni, si riscontrano delle difficoltà, e in merito a ciò Francesco e Chiara sostengono: "Sicuramente non è stato facile parlare di comunicazione digitale, scollando questo mondo professionale e culturale dai clichè del passato, dove questo tipo di lavoro spesso veniva affrontato con leggerezza. Inoltre siamo gente legata alla tradizione in maniera viscerale ma noi l’abbiamo sempre considerato un punto di forza da cui partire, anche per ciò che riguarda le strategie comunicative".

Alcuni problemi si riscontrano ancora sul versante femminile come afferma Chiara: "E' innegabile che ci siano questioni aperte, come i salari e tutta una serie di difficoltà che le donne affrontano ogni giorno, ma c’è una nuova generazione di donne che si impegna e che non mette la testa sotto la sabbia ma che ogni giorno fa il suo per cambiare qualcosa".

Due giovani pieni di ottimismo e di voglia di fare, che credono nelle potenzialità di questa terra e che per quel che concerne il ruolo delle istituzioni sull’aiuto ai giovani sostengono che lo stato in generale dovrebbe tutelare in maniera diversa chi entra per la prima volta sul mercato. "Servono politiche di sostegno per far si che un freelance non debba affogarsi per pagare i primi anni di contributi, ad esempio, oppure che un’azienda non abbia dei costi di gestione eccessivamente alti".

Proprio in merito ai giovani che vorrebbero rimanere in Calabria e magari affacciarsi al mondo della comunicazione, Chiara e Francesco consigliano di studiare tanto, di andare fuori e cercare di conoscere il mondo, aprire i propri orizzonti: "Bisogna trovare nuovi stimoli e fare ogni minima esperienza lavorativa, perché c’è sempre occasione di imparare qualcosa. Crediamo l'ideale sia prendere il meglio da ogni aspetto della vita e poi, se possibile, tornare in Calabria. C’è tanto da fare e questa terra ha bisogno di forze fresche, mentali e professionali".

Alla domanda se si sono mai pentiti della scelta fatta, rispondono entrambi risoluti che in Calabria tutto è una sfida: "Questo è stimolante, ma in alcuni casi anche sfiancante. Forse qualche ostacolo in più l’abbiamo ed è innegabile, anche per via del diverso tessuto produttivo della nostra regione. Certo, ci sono le giornate in cui ti viene lo scoramento per alcune dinamiche incomprensibili, ma non molliamo. Finora non ci siamo mai pentiti, anzi riteniamo che sia una scelta vincente".

Sugli aspetti che amano o odiano di questa terra entrambi hanno visione tutta personale. Chiara: "Ah, su questo siamo profondamente diversi (ride, ndr). Io amo il mare, Francesco la montagna, io i dolci e lui il salato. Io sicuramente cambierei il rapporto tra la formazione e il mondo dell’impresa, dando più spazio alle tante e diverse professionalità che ci sono sul territorio, come il campo della comunicazione. Inoltre, io cambierei probabilmente alcuni atteggiamenti che proprio non condivido, ma mi tengo stretta questa terra".

Francesco punta sull'altruismo, 'arma' da utilizzare per crescere insieme agli altri, senza dannose prevaricazioni: "Io amo la tavola, i sorrisi degli amici, questo sentirsi sempre a casa che riempie il cuore e la mente. Non so se cambierei qualcosa, penso che siamo tutti pezzi di un’enorme puzzle e forse non saremmo così tenaci. Forse metterei da parte un po’ degli egoismi che pervadono questa terra. Non si riesce mai a capire che insieme si è più forti e più efficaci. Però il cambiamento siamo noi. Per citare un calabrese, oltre che un amico, come Dario Brunori mi verrebbe da dire che 'non sarò mai abbastanza stupido da credere che il mondo possa crescere se non parto da me' ”.