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Personal Factory, rivoluzionaria startup in cima alle classifiche. Cosi si crea lavoro in Calabria


Una storia di passione e lungimiranza. Tutta made in Calabria. ‘Personal Factory’ è la startup per farsi la fabbrica in casa. La società calabrese fondata dai fratelli Francesco e Luigi Tassone è ai primi posti di tutte le principali classifiche delle startup italiane: la graduatoria delle nuove imprese innovative che hanno preso più finanziamenti (3,8 milioni di euro in totale), l’elenco delle startup che hanno superato il milione di euro di fatturato e la lista delle nuove società che danno più occupazione.

Nata nel 2009, ha sviluppato e brevettato una macchina, Origami, che consente di miscelare e confezionare inerti e prodotti chimici, costituendo una piattaforma tecnologica in grado di trasformare ogni rivenditore anche in un produttore di materiali per l’edilizia. La macchina, concentrata in 6 metri quadrati e fortemente automatizzata, rende la produzione più veloce, precisa e flessibile: ciò consente a chi la utilizza di ottenere vantaggi in termini di riduzione del costo del venduto, oltre a poter offrire on demand un ampio catalogo di prodotti certificati riducendo allo stesso tempo le scorte di magazzino.

Dubbiosi sul fatto di rimanere o meno in Italia (molti dei clienti della startup sono all’estero) i fratelli Tassone per il momento operano e danno lavoro nella loro terra, in Calabria. Il fatturato superiore al milione di euro è solo il primo traguardo, una parte delle risorse infatti sono state investite in ricerca e sviluppo per creare versioni sempre più all’avanguardia di Origami. Attualmente sono 26 dipendenti e 7 collaboratori a lavorare per Personal Factory, anche da questo punto di vista l’obiettivo è di crescere ancora.

Soddisfazioni italiane ed internazionali. Tra i riconoscimenti che Personal Factory ha ricevuto ci sono stati la possibilità di rappresentare l’eccellenza tecnologica italiana all’EXPO di Shanghai, il premio “Best Practices” di Confindustria e il piazzamento come finalista al “Global Cleantech Round Table” di Washington. Un esempio tutto calabrese da applaudire ed imitare.

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