Op. Epicentro, in Cassazione pochi annullamenti e numerose conferme. La sentenza

Solo per pochi imputati sconti di pena e nuovi processi. Per il resto, il castello accusatorio regge in via definitiva


È arrivata nella giornata di ieri la parola fine – o quasi – al maxi processoEpicentro”, uno dei procedimenti giudiziari più importanti degli ultimi anni contro la ‘ndrangheta reggina. Con la decisione della Corte di Cassazione, gran parte delle condanne emesse in Appello sono state confermate, sancendo la tenuta dell’impianto accusatorio costruito dai magistrati antimafia.

Un’inchiesta, quella ribattezzata “Epicentro”, che ha riunificato le operazioni “Malefix”, “Nuovo Corso” e “Metameria”, e che ha fotografato con precisione il nuovo volto della mafia nei quartieri di Archi, Pellaro, Bocale e nel centro cittadino.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, le cosche De Stefano, Tegano, Condello e Libri gestivano con metodo militare il controllo delle estorsioni, imponevano il “pizzo” ad aziende e imprese, pilotavano appalti e mantenevano un controllo costante sul territorio con logiche tanto antiche quanto ancora attuali.

Cassazione: poche concessioni, il resto è rigetto

La Corte Suprema ha esaminato le posizioni dei numerosi imputati, accogliendo solo parzialmente alcuni dei ricorsi. Per la maggior parte, le condanne inflitte in Appello restano confermate e definitive.

Ecco nel dettaglio le decisioni più rilevanti:

  • Antonio Libri: annullamento parziale in relazione al solo reato previsto dall’art. 71 del D. Lgs. 159/2011 (misure di prevenzione), ma conferma della condanna per tutti gli altri capi di imputazione.
  • Giandomenico Condello: annullamento senza rinvio per prescrizione del solo capo AE (accusa specifica), mentre il resto delle condanne è stato confermato.
  • Luigi Germanò: stessa sorte per il capo AE, prescritto; revocata inoltre la confisca dei beni collegata a tale accusa.
  • Francesco Labate: la Corte ha accolto il ricorso limitatamente al trattamento sanzionatorio, rideterminando la pena in 12 anni, 2 mesi e 20 giorni di reclusione.
  • Antonino Randisi: annullamento con rinvio, che comporterà un nuovo passaggio in Appello per rivalutare la sua posizione.
  • Antonio Artuso e Carmine Polimeni: annullamento con rinvio per la continuazione esterna con altre sentenze già definitive.
  • Antonio Cappelleri: annullamento con rinvio, da riesaminare in sede di merito.
  • Giuseppe Leuzzo: annullamento limitato alla confisca, rigettato tutto il resto.

Per tutti gli altri imputati coinvolti nel processo la Cassazione ha rigettato i ricorsi o li ha ritenuti inammissibili, rendendo di fatto definitive le condanne emesse in secondo grado.