Aree industriali, Unindustria Calabria: ‘Chiarezza su somme richieste a imprese e sulla gestione’
Il presidente Aldo Ferrara richiama l’attenzione sulle criticità più volte segnalate in merito ai servizi e alle condizioni operative delle zone in cui provano a svilupparsi diversi insediamenti produttivi locali
11 Febbraio 2026 - 17:40 | Comunicato Stampa

“Sulle aree industriali calabresi, sul loro necessario riammodernamento e sulla gestione serve chiarezza”.
È quanto ribadisce ancora una volta Aldo Ferrara, presidente di Unindustria Calabria, alla luce delle ormai note criticità che il sistema confindustriale calabrese non manca di sottolineare da anni e delle vibranti proteste che giungono dalle imprese insediate nelle aree industriali regionali.
Le difficoltà legate alla gestione delle aree industriali
“Unindustria continua a sostenere con forza l’esigenza di intervenire affinché le aree industriali calabresi siano sì capaci di richiamare investimenti e capitali da fuori regione, ma che siano anche in grado di sostenere le imprese calabresi che con fiducia e coraggio hanno scelto di investire per lo sviluppo sociale ed economico della Calabria”.
Per Unindustria, c’è il rischio che il Corap – organismo regionale da tempo in liquidazione – metta a repentaglio la sopravvivenza delle imprese calabresi insediate nelle aree industriali. Il motivo è legato alla richiesta fatta pervenire dall’Ente alle imprese con cui si intima il pagamento di somme ingenti legate al costo dei servizi sulle aree industriali:
“C’è un problema a cui bisogna trovare una soluzione – spiega Ferrara -. Secondo quanto riferiscono le imprese insediate, non solo tali somme non sarebbero mai state richieste loro prima d’ora; quanto, addirittura, nel corso degli anni, non sarebbero neanche state emesse le necessarie fatture relative a tali servizi. Per di più, i servizi per i quali il Corap richiede i pagamenti, a detta delle imprese non sarebbero stati erogati. Inoltre, non si può non sottolineare come tali richieste arrivino proprio mentre le imprese insediate stanno dimostrando, numeri alla mano, di avere margini operativi e di crescita significativi. Come diciamo da tempo, insomma, è necessario rendere efficienti e accoglienti le aree industriali e i servizi ad esse connessi perché ciò attiene alle condizioni di contesto su cui è necessario investire per migliorare la capacità attrattiva della Calabria e per dare sostegno allo sviluppo produttivo ed economico regionale”.
Va, quindi, delineandosi un’ulteriore complicazione operativa:
“Mentre la nuova agenzia regionale, l’Arsai, intende procedere nella direzione della riqualificazione delle aree e dei servizi, dando vita all’auspicata nuova stagione nella gestione delle aree industriali, il vecchio Corap rischia di compromettere la sopravvivenza delle imprese che già operano nelle aree facendo venire meno proprio quei benefici alle imprese che sono il cuore del valore aggiunto delle aree industriali. A questo punto – conclude Ferrara – è imperativo che sia fatta chiarezza sulle vicende amministrative che impattano sulla capacità produttiva delle imprese affinché si sgombri il campo da limiti e criticità che rischiano di compromettere lo sviluppo dello strumento delle aree industriali ancor prima che le stesse possano essere oggetto della necessaria e urgente riqualificazione”.
