Dal Cile alla Calabria, ecco come viaggiava la cocaina sequestrata a Gioia Tauro

Le modalità di occultamento dello stupefacente sono sempre differenti e in continua evoluzione. Per questo motivo Dogane e Fiamme Gialle devono, di volta in volta, perfezionare le metodologie operative. È il caso del maxi sequestro di cocaina al porto di Gioia Tauro.

Il ritrovamento della cocaina

Attraverso una complessa ed articolata attività di analisi di rischio e riscontri fattuali su oltre 2.200 contenitori provenienti dal continente americano, i Militari della Guardia di Finanza e i funzionari doganali, con l’ausilio di sofisticati scanner in dotazione all’Agenzia delle Dogane, sono riusciti ad individuare quello in cui era stato nascosto lo stupefacente.

I funzionari dell’Agenzia delle Dogane di Gioia Tauro (ADM) unitamente a Militari del Comando Provinciale di Reggio Calabria, con il coordinamento della Procura della Repubblica - Direzione Distrettuale Antimafia - hanno individuato e sequestrato 932 chili di cocaina purissima, stivata in un container che trasportava cozze surgelate proveniente dal Cile e divisa in 800 panetti all’interno di 37 borsoni.