Ciclone Harry, Falcomatà: ’33 mln per la Calabria? Un ritorno al passato con il carro di grano’

L'intervento in Consiglio regionale sui fondi stanziati dal Governo per contrastare l'emergenza maltempo: "Sarebbe stato bello vedere qui anche la Premier"

Consiglio Regionale Giuseppe Falcomatà ()

Dopo lo stanziamento di 100 milioni di euro deciso dal Consiglio dei Ministri per far fronte ai danni causati dal ciclone Harry in Calabria, Sicilia e Sardegna, in Consiglio regionale arrivano le prime reazioni critiche. Tra le voci più dure quella del consigliere regionale Giuseppe Falcomatà, intervenuto nell’aula di Palazzo Campanella.

“Mi scuso se interrompo il clima da libro “Cuore” – ha esordito – ma è evidente che siamo di fronte alla montagna che ha partorito il topolino”.

Falcomatà ha contestato l’entità delle risorse, sottolineando come alla Calabria tocchino circa 33 milioni di euro, una cifra ritenuta del tutto insufficiente rispetto alla portata dei danni.

Leggi anche

“Le risorse andrebbero inquadrate in un contesto più generale. Viviamo in un Paese che negli ultimi tre anni ha investito 42 miliardi in spese militari, che ogni anno stanzia in legge di bilancio 35 miliardi per l’acquisto di armi e che ha trovato oltre 3 miliardi e mezzo per le Olimpiadi Milano-Cortina, arrivando persino ad attingere al fondo per le vittime di mafia. In questo quadro, per la Calabria il Cdm ha partorito 33 milioni: un rapporto di 100 a 1. Cento per le armi, uno per la sicurezza dei cittadini”.

Nel suo intervento, Falcomatà ha anche evidenziato l’assenza della presidente del Consiglio nei territori colpiti.

“Mi avrebbe fatto piacere vedere, accanto al ministro Musumeci e ai sindaci, anche la presidente del Consiglio, come avvenuto in Emilia-Romagna, con gli stivali a spalare fango. Viene da pensare che questo non sia successo per il colore politico diverso della Regione Calabria e Sicilia. Sembra di tornare al Regno d’Italia, quando a un evento disastroso si mandava un carro di grano per tenere buoni i poveracci”.

Infine, l’appello a trasformare l’emergenza in un’occasione per interventi strutturali.

“Quest’aula deve essere ambiziosa e propositiva, così come ci ha chiesto il nostro Presidente. E allora serve lavorare sulla protezione delle coste, sul ripascimento, ma soprattutto colmare una grave lacuna della Regione: una legge sull’estrazione dei materiali dalle fiumare.

Sarebbe uno strumento per mettere in sicurezza il territorio e dare ossigeno all’economia locale. Su questo noi ci siamo e siamo pronti a lavorare”.