Al via l'iniziativa "Cammini urbani". I cittadini visitano il Lido Comunale: "Una ferita aperta"

L’identità di una città è anche la conservazione della sua pelle. Il suo vissuto, l’esperienza di migliaia di persone che in quel Lido hanno vissuto momenti indelebili

Con il Lido Comunale di Reggio Calabria abbiamo dato inizio ai nostri Cammini urbani, esperienze di città fuori dalla retorica e dai pregiudizi, in movimento dentro le situazioni e i contesti che caratterizzano Reggio nel bene e nel male.

Spesso bene e male stanno assieme: il bene è rappresentato dalle potenzialità che un luogo potrebbe avere, il male dalla realtà che quel luogo esprime. In questo senso il Lido Comunale è un caso scuola.

Lo abbiamo attraversato di domenica mattina con un piccolo gruppo, il corredo fotografico e quello video che è possibile ritrovare sulla nostra pagina Facebook (Nomi Cose Città R come Reggio) sono addirittura riduttivi rispetto al reale degrado che il Lido esprime.

È stato evidente come il Lido sia in stato di totale abbandono. Storicamente quello spazio esprime il rapporto di Reggio Calabria col mare, la vitalità della città di mare che Reggio è. Bene: encefalogramma piatto.

Le cabine sventrate, lo scempio dei crolli permanenti cui il Lido è sottoposto, l’accesso agli spazi vincolato alle scelte dei privati che hanno le aree in concessione… Tutto ci parla del peggio che una città può esprimere. Un bene comune su cui non esiste alcuna tutela, assolutamente fuori controllo e, come evidente dai resti rintracciabili nelle cabine, motivo di insicurezza per quanti lo vogliano attraversare nelle ore serali.

Invitiamo chi legge a fare una passeggiata, senza paraocchi. Il Lido Comunale è una ferita aperta, forse la più evidente, nel corpo della città. Esso rappresenta tutte le opportunità che questa città rifiuta, allontana, schiaccia. Opportunità di spazi comuni dei quali fruire liberamente, opportunità di lavoro, opportunità di cura e tutela di un paesaggio unico al mondo.

Siamo assolutamente contrari al progetto di abbattimento e di riedificazione che grava sul Lido.

Siamo stufi di dovere assistere all’abbandono di beni comuni, al marcire di luoghi storici e storicizzati della città per vederli poi distruggere e ricostruire. Il Lido Comunale va restaurato e ripristinato!

Pretendiamo che la politica sappia riconoscere il valore storico di un luogo, il valore di una visione di quello spazio che appartiene al progetto originario del Lido Comunale e che ne ha fatto una struttura all’avanguardia nel Mezzogiorno.

L’identità di una città è anche la conservazione della sua pelle. Il suo vissuto, l’esperienza di migliaia di persone che in quel Lido hanno vissuto momenti indelebili, perché quello spazio era pensato ed edificato con quella finalità. Come ancora potrebbe essere.

Il Lido Comunale è dal 2013 bene riconosciuto di interesse culturale, grazie all’impegno della Sovrintendenza.

È così che si tutela un bene? Forse che un bene culturale può essere ridotto a questo, come una enorme busta di immondizia al centro della città? La domanda è retorica, la risposta è nei fatti. Pure se il Comune al momento non dispone delle risorse per restaurare il bene (nelle more di individuare le linee di intervento idonee), deve vigilare sul suo stato, compiere la manutenzione ordinaria, curarne il verde, verificare la piena accessibilità degli spazi al pubblico o chiarire in che modo i privati che lo hanno in concessione possano disporre degli accessi ai passaggi panoramici e ai belvedere del Lido.

Attendere che il Lido marcisca a chi giova? Non certo ai cittadini, non certo a chi desidera godere di ciò che è pubblico e a cui collabora attraverso il pagamento delle tasse. Tenere il Lido in questo stato è un involontario assist ai privati che gestiscono i lidi estivi del Lungomare, una conferma per quelli che ritengono che tutto in questa città sia perduto, che tutto sia esclusivo appannaggio di chi può permettersi di pagare.

Occorre che l’Amministrazione chiarisca prestissimo la questione relativa alla balneabilità dell’area. Quali sono le cause? Quali le soluzioni immediate sul tavolo? Quello non è uno spazio estivo! È stato pensato e progettato e costruito per essere vivo 12 mesi all’anno. Reggio non sta sul mare a luglio e agosto. Reggio è sul mare. Quotidianamente in quell’area persone fanno sport e attività in acqua, anche in inverno. Forse che l’acqua è balneabile? Aspettiamo risposta.

Curare il Lido non richiede fondi o linee di intervento diversi rispetto a quelli ordinari di una città. Pulizia, mantenimento del verde e delle strutture, vigilanza. È chiedere troppo?

Ci abbiamo camminato dentro, abbiamo camminato dentro la storia della città, ne abbiamo attraversato il presente. Adesso il futuro, che in alcun modo può prescindere dalla visione di una città storica, di una città che conserva quel che possiede, che lo tutela, che mette tutti i cittadini in condizioni di goderne, che non sperpera i propri tesori.

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