Commercio nelle città: a Reggio Calabria cambia il volto del tessuto urbano
Confcommercio: «Meno negozi tradizionali, crescono ristorazione e servizi. Il commercio di prossimità deve tornare al centro delle politiche urbane»
14 Marzo 2026 - 15:53 | Comunicato Stampa

I dati presentati nell’analisi dell’ufficio studi Confcommercio “Città e demografia d’impresa” sull’evoluzione della rete commerciale urbana, confermano anche a Reggio Calabria un processo di trasformazione profonda del tessuto economico cittadino, in linea con quanto sta avvenendo in molte città italiane.
Negli ultimi anni emerge una riduzione delle attività del commercio al dettaglio, accompagnata però da una crescita significativa delle imprese della ristorazione e dell’ospitalità, soprattutto nelle aree centrali della città.
In particolare, tra il 2012 e il 2025 nel centro storico di Reggio Calabria le imprese del commercio al dettaglio sono passate da 606 a 536, con una riduzione dell’11,6%. Una contrazione ancora più marcata si registra nel resto del territorio comunale, dove le attività sono diminuite da 1.520 a 1.131, pari a circa il -25,6%.
Di segno opposto l’andamento del comparto alloggio e ristorazione nel centro storico, dove le imprese sono cresciute da 165 nel 2012 a 261 nel 2025, con un incremento superiore al 50%. Nel resto del territorio comunale si registra invece una lieve flessione.
Si tratta di dinamiche che riflettono una trasformazione più ampia delle economie urbane, dove il commercio tradizionale tende a ridursi mentre crescono le attività legate alla socialità, alla ristorazione e ai servizi.
«Questi dati confermano che il sistema economico urbano sta cambiando profondamente», afferma il presidente di Confcommercio Reggio Calabria, Lorenzo Labate.
«I negozi di prossimità non sono soltanto attività economiche: sono presìdi sociali, elementi fondamentali per la vivibilità, la sicurezza e l’identità dei quartieri. Quando il commercio di vicinato arretra, le città diventano più fragili».
Per Confcommercio la sfida non è fermare il cambiamento, ma governarlo attraverso politiche urbane più consapevoli e integrate.
