Proroga fino al 2027 e indennizzi per i balneari: svolta in arrivo sulle concessioni
Le gare dovranno essere bandite obbligatoriamente entro il 30 giugno 2027. Le novità previste
02 Settembre 2024 - 18:01 | di Redazione

Concessioni demaniali, il Governo Meloni punta a convincere l’Ue. Il testo della nuova bozza prevede una proroga fino al 30 settembre 2027 (e non più fino al 2029) con la possibilità per i Comuni di anticipare i termini. Non ci sarà però nessun diritto di prelazione
“La Commissione ha analizzato la risposta delle autorità italiane del 16 gennaio 2024 al parere motivato della Commissione del 16 novembre 2023 nel contesto della procedura” di infrazione sulle concessioni balneari. I servizi della Commissione sono in dialogo con le autorità italiane per individuare una soluzione”, queste le parole pochi giorni fa di un portavoce dell’esecutivo comunitario interpellata sullo stato dell’arte del confronto tra Bruxelles e Roma sul tema.
Dal vertice di maggioranza che si è svolto venerdì mattina sarebbe emersa una sostanziale intesa su un testo messo a punto dal governo, con il ruolo centrale del ministero degli Affari Ue, dopo il lungo negoziato con Bruxelles. E ora, a meno di ribaltoni dell’ultima ora, il riordino viaggia verso il consiglio dei ministri (possibile una convocazione martedì) all’interno del decreto legge salva-infrazioni.
La bozza, che include anche indennizzi con alcuni paletti ma esclude prelazioni per i concessionari uscenti, prevede innanzitutto che le concessioni già oggi in regime di proroga (la grande maggioranza) avranno una validità estesa fino al 30 settembre 2027, termine che potrà essere allungato fino al 31 marzo 2028 per ragioni oggettive di difficoltà nell’esecuzione delle gare.
A ogni modo, le gare dovranno essere bandite obbligatoriamente entro il 30 giugno 2027. È una data limite ma – ed è questo il cuore del sofferto compromesso che il ministro Fitto ha portato a termine con la Commissione – non toglie ai Comuni la facoltà di anticipare le procedure, se motiveranno in modo congruo la decisione.
Le nuove concessioni avranno una durata da 5 a 20 anni. Il Comune deve comunicare un’eventuale mancata suddivisione in lotti e deve essere precisato il numero massimo di quelli aggiudicabili a un solo offerente, clausola che nell’ottica della maggioranza di governo dovrebbe servire a tutelare le microimprese.
Non ci saranno prelazioni per gli uscenti, punto su cui Bruxelles è stata inamovibile, sì invece a indennizzi che saranno a carico del subentrante e non dello Stato o dell’ente concedente. Indennizzi che saranno calcolati sul valore dei beni ammortizzabili e non ancora ammortizzati e sull’equa remunerazione degli investimenti (a esito di una perizia asseverata) limitata però agli ultimi cinque anni.
fonte: Sole24ore
