Covid, Palestre in rivolta: "Pronti a riaprire contro i divieti"

'E' una questione di sopravvivenza, dei verbali non frega a nessuno. C'è chi ha perso 150 mila euro e ne ha ricevuti 5 mila', sottolinea Anpals

Covid e nuove chiusure, palestre sul piede di guerra. A più di un anno dalle prime restrizioni, centri sportivi e palestre sono al collasso, uno dei settori economicamente più colpiti dalla pandemia.

Con le attuali limitazioni, dovranno restare chiusi almeno fino a aprile."Ma sono certo che il 7 aprile molte palestre riapriranno: non hanno più niente da perdere, anche contro le norme. Dei verbali non frega più niente a nessuno, ora è questione di sopravvivenza". Lo dice all'Adnkronos il presidente dell'Anpals, l'associazione nazionale delle palestre e strutture private sportive, Giampiero Guglielmi.

Guglielmi punta il dito contro la riforma dello sport attuata dal Governo e spiega come oramai la metà dei centri sportivi sia andato già in fumo.

"Per il 40% le strutture sono già scomparse, e per la ridicola riforma dello sport che mira al miglioramento delle condizioni lavorative resterà a spasso il 90% dei lavoratori. Per il governo evidentemente l'attività fisica non è fondamentale e sta distruggendo il settore.

Ma il problema è che gli italiani sono già ammalati, in testa e fisicamente, l'obesità è al 40%. I vaccini serviranno a poco, in questo stato di cose: potrei ormai anche fare un appello a tutti ad andare in bici o a piedi sempre, a riguardarsi e muoversi in autonomia. Ma guardo al fatto che la politica sta distruggendo lo sport di base.

Lo Stato -sottolinea Guglielmi- non si fida delle strutture sportive, che sono controllate e monitorate, e le tiene chiuse a prescindere mentre i contagi avvengono in altri contesti. Una situazione inspiegabile e ora c'è aria di rivolta. Conosco chi ha perso 150.000 euro e ne ha ricevuti 5.000: ma di che stiamo parlando? Riapriranno dal 7 aprile, verbali o no".