Doppia preferenza di genere, Laura Bertullo risponde a Greco: “Parole gravi, chieda scusa alle donne”
La mancata approvazione della legge sulla doppia preferenze di genere ha scatenato polemiche e dibattiti. Laura Bertullo replica al consigliere regionale Orlandino Greco
17 Aprile 2019 - 18:51 | Redazione

La mancata approvazione della legge sulla doppia preferenze di genere ha scatenato polemiche e dibattiti. Una sconfitta per la politica calabrese secondo alcuni, ‘pagina negativa che disegna la nostra regione come arretrata’, il pensiero del Governatore Oliverio.
Benzina sul fuoco delle polemiche sono state le parole del consigliere regionale Orlandino Greco, unico a votare no alla legge sulla doppia preferenza di genere.
“Il mio no è legato al fatto che le donne devono avere spazio solo dopo aver conosciuto la gavetta ed impegnandosi. Il merito prima di tutto. Ho presentato una legge che non è stata considerata, sono prono al confronto. Provvedimenti di questo tipo servono ad arrivare più facilmente ma non a rimanere”, le parole di Greco.
Lunga e articolata la risposta di Laura Bertullo, Presidente della Commissione Pari Opportunità della Città Metropolitana. Attraverso Facebook, la Bertullo ha definito gravi le parole di Greco, invitandolo a chiedere scusa a tutte le donne.
LA RISPOSTA DI LAURA BERTULLO
“Donne crescete nell’esperienza, fatene in politica, solo dopo aver fatto la gavetta ed impegnandovi avrete quello che chiedete” questo, in poche parole, il messaggio di un consigliere regionale che ha votato no alla doppia preferenza di genere.
Non me ne può importare di meno a quale area politica costui appartenga, bisognerà replicare duramente alla gravità di queste parole anzitutto invitando questo gentiluomo a porgere sentite scuse alle tante donne che davvero si spezzano la schiena per accumulare esperienza esterna, in politica e nella vita associativa e partecipativa pubblica, pur portando addosso l’intero benessere della società, in lavori di accudimento e di organizzazione dell’esistenza familiare tutta.
Gli si dica che in politica e nel mondo del lavoro tante donne offrono generosamente le proprie indiscusse capacità, sovente senza alcun tornaconto né ben che minima indennità, altre accettando miserie di ricompensa per le proprie lavorative prestazioni, e gli si dica ancora, schiarendosi la voce, che di “riserva di esperienza”, non sempre purtroppo dimostrabile su carta o su conti correnti, le donne ne hanno da vendere.
Ancora ditegli, voi che lo conoscete e sostenete nella posizione apicale che egli riveste, ditegli che saremmo davvero lieti tutti di aver verifica della sua “maschia gavetta” per poterlo assicurare alla certezza di occupare lui lo spazio giusto, rassicurandolo sin da subito però sul fatto che, a sua differenza, noi non ci prestiamo a dubitare del cursus honorum delle persone sulla base del genere di appartenenza.
L’acme della tragedia in questa storia di consolidati squilibri tra i sessi e discriminazioni ai danni delle donne si raggiunge proprio quando astutamente si agisce in movenze galanti verso il genere femminile, offrendo propria disposizione a “quote rosa confetto” per apparenza di riequilibrio nella rappresentanza, inchini e cerimoniosi servigi che hanno smesso di lusingarci dalla notte dei tempi e mai più sarà, in saecula saeculorum.
A causa di un sistema di potere affetto da villano maschilismo, che le donne tratta come ancelle della carità, insormontabili sono per loro le difficoltà ad inserirsi, al par degli uomini, in contesti che, proprio per merito, dovrebbero essere davvero stipati di donne.
Smettiamola di prenderci in giro.
Quel che non si è disposti a recepire per retrogrado retaggio culturale riusciremo ad insegnare con i principi regolatori della legge.
Se non siamo ancora pervenuti a questo risultato di civiltà certo non desisteremo, giusto per mostrarvi “la gentil gavetta” che tanto agognate di vedere, è bell’e pronta, basta aprire il ponte levatoio delle arroccate “viril” fortezze, non contentini, lo sportello dell’auto lo apriamo comodamente da sole, grazie”.
