Elezioni a Reggio, nel Pd c’è chi dice no (alle primarie): tutto può ancora succedere

Centrosinistra in confusione e spaccato in più anime: Falcomatà e Battaglia in direzioni diverse? Il tempo stringe, la decisione definitiva tarda ad arrivare. E da Roma potrebbero arrivare segnali...

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Elezioni comunali a Reggio Calabria, le primarie di coalizione del centrosinistra si tingono di giallo, come fossimo in un libro di Agatha Christie. Il documento firmato dai partiti la scorsa settimana con la fumata bianca sulle primarie rimane sul tavolo e non si sposta, una parte di coalizione però sta ugualmente provando un blitz in zona cesarini, nella speranza di trovare un candidato unitario.

L’area riferibile all’ex sindaco Falcomatà, come noto, fa resistenza rispetto alle primarie e preferirebbe l’opzione del candidato sindaco unitario. Il consigliere regionale dem, secondo indiscrezioni, nei giorni scorsi avrebbe dato il via libera rispetto all’ipotesi Filippo Bova quale candidato di superamento del centrosinistra, opzione però scartata da altri pezzi di centrosinistra.

Il sindaco f.f. del Comune di Reggio Calabria Mimmo Battaglia si trova in mezzo a due fuochi: dopo non aver gradito il documento firmato dai partiti di centrosinistra sulle primarie, rimane guardingo e al contempo non apprezzerebbe alcuni dialoghi e fughe in avanti di Falcomatà.

Altri rumors in riva allo Stretto, riferiscono di “preferenze romane” ai vertici del Pd, in direzione opposta alle primarie, che effettivamente i dem stanno evitando in altre altre elezioni amministrative.

‘La segretaria Elly Schlein chiederà anche per Reggio Calabria di evitare le primarie e individuare un candidato unitario,’ sospirano alcuni esponenti dem locali, voci però che sorprendono se si considera che non più tardi di 4 giorni fa lo stesso Pd era il primo firmatario di un documento che -al contrario- sanciva l’istituzione delle primarie.

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In verità, lo stesso documento consentiva una ‘scappatoia’, con l’individuazione di un candidato unitario che avrebbe permesso di renderlo carta straccia e superare le primarie. Ma sarà davvero possibile trovarlo in tempo utile? Nel caos che anima il centrosinistra reggino, piuttosto spaccato in più anime, a questo punto tutto può ancora succedere.

Di sicuro, il tempo che scorre va in favore dei ‘no primarie’. Domenica 22 febbraio la prima data individuata per votare tra i candidati a sindaco di coalizione, appuntamento che però inizia a diventare impossibile rispettare, con alcuni esponenti dem che fanno capire come la data più probabile, ad oggi, sia quella di domenica 1 marzo.

Altri rinvii, con le elezioni previste a maggio e la presentazione delle liste 30 giorni prima, inizia a diventare complicato immaginarli anche perchè -proseguendo lo stallo- c’è anche chi inizia a temere dentro la coalizione il ‘Worst scenario’. Nè primarie nè candidato unitario ma un centrosinistra in mille pezzi e con altrettanti candidati a sindaco.

Sembra un deja-vù rispetto a tutte le ultime crisi interne alla maggioranza al Comune di Reggio Calabria, davanti ai rimpasti di Giunta ‘personali’ di Falcomatà che incontravano muri di resistenza, minacce di rottura, documenti politici e clamorosi strappi a un passo: alla fine, l’ha sempre spuntata “l’Highlander” Falcomatà, con buona pace del Pd e dell’intera coalizione.

Stavolta però, ci sono due fattori che impongono di ipotizzare scenari differenti. Primo, Falcomatà non è più sindaco di Reggio Calabria. Secondo, si tratta di individuare il percorso migliore per giungere alle elezioni, quindi non c’è nessuna poltrona da salvaguardare sino alle urne: si è giunti alla stazione d’arrivo.

Dopo la riunione dei partiti di venerdi scorso, con il via libera al documento pro primarie, non si sono verificati altri incontri veri e propri allargati, ma singolo dialoghi e confronti all’interno del centrosinistra.

Nella giornata di domani prevista, secondo indiscrezioni, un’altra riunione, questa volta allargata a tutte le forze di coalizione, comprese le liste civiche e movimenti esclusi l’ultima volta. Difficile -in un quadro così frastagliato e con forze che spingono verso direzioni differenti- pensare ad una definitiva fumata bianca nelle prossime 24-48 ore.

Più probabile invece, che il balletto del centrosinistra fatto di manovre, scintille, riunioni e incontri prosegua sino a quando non sarà possibile farlo, è il calendario imporrà una soluzione definitiva tra primarie e candidato unitario. Ovvero presto, e magari con una ‘spintarella’ da Roma…

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