Firmò la relazione contro Sprar a Riace, funzionario prefettizio indagato a Varapodio

Un funzionario della Prefettura di Reggio Calabria è finito nel registro degli indagati con l’accusa di falsità ideologica

Da una parte all’altra della barricata: questa la situazione di Salvatore Del Giglio, funzionario della Prefettura di Reggio Calabria, finito nel registro degli indagati con l’accusa di falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, nell’operazione della procura di Palmi sulle presunte irregolarità nell’accoglienza ai migranti a Varapodio.

Del Giglio infatti (indagato a Palmi assieme al collega della Prefettura Pasquale Modafferi, al sindaco di Varapodio Orlando Fazzolari e ad altre tre persone) è lo stesso funzionario della Prefettura che, con la sua relazione sulla gestione migranti di Riace, firmata nel dicembre del 2016 assieme a due colleghi giunti nel borgo jonico per un’ispezione, mise in moto il meccanismo che, di fatto, distrusse il modello Riace.

In quella relazione (poi per molti versi contraddetta da una successiva relazione firmata da altri funzionari prefettizi) la triade di funzionari del palazzo di Governo evidenziò una serie di criticità presenti a Riace legate anche alla mancata manifestazione di interesse da parte del comune nella scelta delle associazioni che lavoravano per i migranti. Praticamente la medesima accusa che adesso i magistrati di Palmi muovono nei confronti di Del Giglio, accusato assieme al collega, si legge nel decreto di chiusura indagini consegnato nei giorni scorsi agli indagati, per non avere evidenziato nella relazione a seguito dell’ispezione a Varapodio «la mancata manifestazione di interesse da parte del Comune di Varapodio per altre cooperative oltre la “Itaca” affidataria della convenzione per la gestione dei servizi relativi al terzo settore del medesimo Comune».

Gli inquirenti contestano inoltre ai funzionari della Prefettura di avere redatto «falsamente il verbale ispettivo del 5 settembre 2017 omettendo di indicare l'assenza di trasparenza in ordine alla regolarizzazione contrattuale delle cuoche e alla fornitura degli alimenti acquistati dal Comune di Varapodio».

E così adesso, a distanza di quattro anni da quella relazione che segnò l’inizio della fine per il modello di accoglienza che aveva portato Riace a essere studiato nelle università di mezzo pianeta, a meno di un centinaio di chilometri di distanza, a Varapodio, sul versante tirrenico d’Aspromonte, i ruoli si sono rivoltati e il funzionario della Prefettura Del Giglio, coestensore del documento che puntava l’indice su Riace, si ritrova a doversi difendere da accuse molto simili a quelle che lui stesso aveva mosso nei confronti di Lucano.