La Calabria che vogliamo, Nucera: "Polsi, sconcertanti le parole di Morra"

"Il 25 Agosto abbiamo convocato d'urgenza un sit in di protesta civile in prossimità del santuario e il 15 Settembre andremo a Polsi per un pellegrinaggio di preghiera", le parole di Giuseppe Nucera

L’orgoglio calabrese, che è figlio di un avvertibile risveglio del mezzogiorno e del mediterraneo, alza i toni dopo le clamorose e lesive dichiarazioni rese, in sede parlamentare e in diretta TV davanti a milioni di italiani, dal Presidente della Commissione Antimafia.

“Provo sconcerto e amarezza nell’aver ascoltato le parole del Sen. Morra. Accostare i calabresi ed il santuario di Polsi alla simbologia della’ ndrangheta è, ancora una volta, un’azione di denigrazione verso un popolo e un territorio che merita rispetto e giusta considerazione- attacca Giuseppe Nucera già Presidente degli industriali di Reggio Calabria- noi della piattaforma “La Calabria che vogliamo” intendiamo portare avanti una campagna di verità contro i pregiudizi e le false analisi sui calabresi, recuperando la buona reputazione, così fortemente lesa, che è “moneta” fondamentale per il riscatto e la rinascita della nostra amata terra”.

“Il 27 Giugno al Senato della Repubblica – prosegue Nucera – abbiamo presentato il rapporto internazionale sulla Reputazione del Territorio, dimostrando le grandi prospettive di ripresa, sviluppo e rinascita della Calabria.

Domenica 25 Agosto abbiamo convocato d’urgenza un sit in di forte protesta civile (laica e religiosa) in prossimità del santuario e il 15 Settembre andremo a Polsi per un pellegrinaggio di preghiera dove costituiremo formalmente la piattaforma d’impegno civico e pensiero politico, economico e istituzionale “La Calabria che vogliamo”.

Intendiamo, come società civile calabrese, con la sua diaspora intellettuale e professionale, residente ed emigrata, riaffermare che Polsi è un luogo di fede e tradizione popolare calabrese e non di ‘ndrangheta.”

Seguici su telegramSeguici su telegram