Calabrese nelle ricette e nel cuore, chef Caterina Ceraudo ai microfoni di CityNow

  di Eva Curatola - Parliamo spesso di pro

 

di Eva Curatola - Parliamo spesso di promuovere e valorizzare la Calabria, in Italia così come nel mondo. Si tratta di uno dei primi obiettivi di CityNow, ma forse anche il più difficile.

Non sempre è facile trovare il bello, dove tutti vedono solamente macerie, non è semplice distruggere i pregiudizi che, purtroppo, in tanti hanno verso la nostra terra. Ma riuscire a farlo è sempre una grande soddisfazione, proprio perchè a crederci siamo in pochi.

Fra questi pochi eletti vi è anche Caterina Ceraudo, giovane chef calabrese che, da anni, insieme ad altri colleghi si è impegnata a mostrare al mondo una Calabria bella, una Calabria diversa, colma di potenziale inespresso.

Quella di Caterina è una delle tante storie di imprenditorialità femminile di cui si sente tanto parlare al giorno d'oggi. Se infatti per lungo tempo le donne hanno occupato, all'interno della società, un posto marginale, oggi possiamo dire a gran voce, non solo, di farne parte, ma di essere una grande 'fetta' ed anche quella che più si impegna al raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Sembra quasi banale dirlo, ma quando una donna si mette in testa qualcosa è difficile smuoverla dalle sue convinzioni.

Lo stesso vale per Chef Ceraudo, calabrese nelle ricette ma anche nel cuore. "Vivo da sempre in un luogo incontaminato, fatto di sapori autentici e persone vere che mi hanno mostrato come le cose semplici, spesso, siano quelle più importanti". 

La carriera di Caterina comincia proprio in Calabria, regione in cui la famiglia porta avanti da generazioni il ristorante "Dattilo", ormai rinomato in tutta la Penisola. "L'amore per il cibo, la mia famiglia e la mia terra mi hanno condotto fin qui. Mi sono trovata al Dattilo per vie riflesse e tra la golosità e la voglia di approfondire ciò che tanto amo, passo dopo passo desideravo ardentemente avere una cucina mia". 

Questo sogno si è di certo realizzato, tanto che il Dattilo può vantare una stella Michelin.

Col tempo sono arrivati i riconoscimenti, non solo per il ristorante di famiglia che, oggi, desiderano visitare veramente in tanti, ma anche per la chef calabrese. Donna chef e Chef under 35, sono alcuni dei riconoscimenti che hanno portato Caterina ad aver ancora più 'fame' di riscatto, per la sua attività, per la sua terra e per se stessa.

"Ho sempre visto i premi come un punto di partenza e non come un punto di arrivo. Quando hai la possibilità di confrontarti con un pubblico internazionale prendi finalmente consapevolezza della responsabilità che hai non solo verso i tuoi clienti, ma verso tutto ciò che, col tempo, hai costruito. Non mi sento per nulla 'arrivata', i traguardi di oggi sono solamente un punto di partenza per cose migliori".

Chef Ceraudo si racconta ai microfoni di CityNow, ma parla anche tanto della Calabria, quella terra che tutti ci accomuna e ci confessa che: "Legata non è sufficiente, come termine, per descrivere il mio rapporto con questa terra. Nella mia mente la definisco da sempre come "Tanto amara ed aspra quanto dolce e buona". Si tratta di una terra che ha bisogno di essere modellata ed ha bisogno soprattutto di costanza. Chi sceglie di vivere in Calabria deve imparare a non aspettarsi tutto e subito, ma a guardare lontano".

Parole appassionanti che toccano nel profondo il cuore di chi, la Calabria, la difende ogni giorno, come noi. "Sentire la notizia di Nino mi ha riempito il cuore di gioia" afferma la Ceraudo a proposito del collega reggino che, proprio nei giorni scorsi ha conquistato la sua prima stella con il ristorante Qafiz, situato a Santa Cristina D’Aspromonte. "Siamo grandi amici oltre che colleghi - prosegue la Ceraudo - E spesso ci confrontiamo non solo su temi culinari, ma proprio su ciò che più ci accomuna, la terra in cui operiamo. Per nessuno è semplice, ma tutti abbiamo delle solide motivazioni per continuare. La notizia di questa nuova stella 'calabrese' mi ha reso felice perchè adesso i calabresi presenti sulla Guida Michelin non sono più 4, ma 5". 

"La Calabria non è ancora pronta per il cambiamento, ma presto lo sarà - continua la Chef calabrese - Stiamo gettando delle basi importanti cercando di scollarci di dosso quel malessere e quell'invidia che, da sempre, caratterizza il calabrese. Dobbiamo cercare di essere meno negativi e più propositivi, perchè i calabresi insieme sono in grado di realizzare grandi cose".

Dato il grande amore che Caterina Ceraudo riserva per la nostra regione è impossibile non chiederle cosa consigli ai giovani di oggi che sembrano convinti di dover necessariamente fuggire altrove per trovare un pò di fortuna e gloria.

"Ai giovani dico innanzitutto di non pensare in termini economici. Non bisogna vedere l'uovo oggi, ma la gallina domani. L'estero o il nord non risolvono i nostri problemi. Bisogna studiare, studiare davvero tanto e lo si può fare ovunque, in qualsiasi parte del mondo, anche in Calabria. Ma ciò che dobbiamo avere chiaro in mente il nostro obiettivo e perseguirlo cercando di trovare il posto in cui sentirsi a 'casa'. Soprattutto per quanto riguarda noi chef, infatti, il problema non è tanto trovare delle persone, ma trovare persone che siano disposte a rimanere! Negli ultimi anni sembra quasi andar di moda l'essere nomade e spostarsi da un luogo all'altro ogni paio di mesi, ma così si rischia di non conoscere mai veramente ciò che ci circonda".

Infine domandiamo a Caterina quali siano i suoi progetti per il 2019: "L'obiettivo è quello di continuare a lavorare nel mio territorio e farlo sempre meglio. Piccoli passi verso una direzione sempre più proficua!"