Meglio tardi che mai: la Reggina scopre Tripicchio. Il bicchiere è mezzo pieno ?
21 Novembre 2016 - 20:32 | di Pasquale Romano

di Pasquale Romano – Bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno, è l’eterno dilemma. Il giorno dopo il pareggio acciuffato in extremis contro il Taranto il dubbio in casa Reggina rimane. La prestazione degli amaranto è stata confortante, senza dubbio superiore alle ultime 4 desolanti sconfitte. La reazione nervosa e rabbiosa ai due gol subiti (nelle uniche volte in cui il Taranto si è reso pericoloso, corretto evidenziarlo) sembra voler raccontare di un gruppo solido, che vuole tutto compatto mettersi alle spalle un mese orribile. Eventuali frizioni interne o segnali di sfiducia evidenti nei confronti di Zeman, avrebbero certamente portato alla quinta sconfitta di fila.
‘La Reggina è stata superiore in tutto al Taranto. Quando dobbiamo attaccare una difesa schierata incontriamo qualche difficoltà, ma 5-6 palle gol le abbiamo ugualmente costruite. Non rimprovero nulla ai miei, il Taranto ha creato solo le due azioni del gol. Con un arbitro normale avremmo vinto, c’era rigore su Coralli all’ultimo minuto’, le dichiarazioni di un Zeman soddisfatto al termine della gara.
NUOVA RISORSA – Il tecnico boemo, finalmente, ha tolto un velo rimasto addosso mesi sulla pelle di Tripicchio, ‘fantasma’ suo malgrado nei primi 3 mesi di stagione. La brillante prestazione del giovane arrivato in prestito dal Crotone (migliore in campo, non solo per lo splendido gol realizzato) aumenta le responsabilità di Zeman, che sino ad oggi tra le maggiori colpe ha appunto quella di aver insistito ripetutamente su alcuni elementi, lasciando qualche giocatore di troppo in naftalina. Inutile adesso fare dietrologia o prestarsi a rimpianti, si spera però che da adesso in poi l’esterno classe ’96 possa godere anche della metà della fiducia avuta da qualche compagno.
RABBIA E ORGOGLIO – In alcuni momenti della gara, specie nella seconda metà della prima frazione, è sembrato di rivedere la Reggina di inizio campionato. Grintosa e determinata, capace di recuperare palla nella metà campo avversaria e di far scorrere il gioco in modo fluido, grazie anche ad un De Francesco tornato a dominare gli avversari nel reparto mediano. Stesso copione dopo il gol di Paolucci subito nella ripresa, soltanto affievolito dalla stanchezza. Una pregevole azione corale (perfetto tracciante di Botta per Porcino e assist di quest’ultimo per Coralli) ha portato al pareggio quando sembrava materializzarsi il quinto ko, una trattenuta subita dallo stesso capitano amaranto avrebbe potuto portare al rigore del clamoroso sorpasso finale.
DERBY DI FUOCO – Il punto pesa più di quanto vale, perchè arresta l’emorragia di sconfitte e tiene il Taranto a braccetto degli amaranto a quota 12. Nel ‘tour delle pericolanti’, la Reggina dopo Vibonese, Siracusa, Melfi e Taranto affronterà il Catanzaro in un derby che si promette infuocato. Giallorossi ultimi in classifica con 9 punti e obbligati alla vittoria per aggrapparsi al gruppo play-out, per gli amaranto allo stesso tempo è vietato tornare alla sconfitta per non farsi assalire dalla paura. Divieto simile per il tecnico boemo, i cui bulloni della panchina non sono ancora del tutto saldi…
