Reggina, vale la legge del più forte. Gli amaranto lottano ma il Lecce vince – FOTO


di Pasquale Romano – Per un risultato a sorpresa, bisognerà attendere un’altra volta. Il Lecce, come da pronostico, passa al Granillo e consolida la leadership in campionato. Dopo le reti di Marconi e il pareggio di Coralli nel primo tempo, ha deciso il 2a1 firmato Doumbia in apertura di ripresa.

Il ballottaggio come esterno destro offensivo tra Bangu e Leonetti viene vinto da…Maesano, tra i due litiganti il terzo gode. Knudsen confermato in mediana, l’unica novità vede appunto l’ex Hinterreggio come opposto di Porcino, in quello che si palesa da subito come un 4-5-1, con Coralli isolato in avanti. Lecce con il tridente Pacilli-Marconi-Doumbia, a guidare la difesa i due ex amaranto Cosenza e Giosa.

Nel primo quarto d’ora ritmi bassi e ospiti che cercano da subito a comandare il gioco, i salentini provano a sfruttare la vivacità di Dombia, evidente il ‘mismatch’ dell’esterno giallorosso con Cane. Proprio Doumbia trova Arrigoni al 4′, conclusione ciccata dall’ex Cosenza.

Primo brivido in area amaranto al 18′, Ciancio scende sul binario destro e cerca Marconi, provvidenziale l’anticipo di Gianola. Un minuto più tardi il destro potente di Mancosu si perde a lato, la sensazione che il Lecce inizi a mettere le mani sulla gara diventa subito realtà. Su un lungo lancio dalle retrovie, Marconi dalla distanza sorprende Sala con una incredibile parabola che tocca la traversa prima di terminare in rete. Ospiti in vantaggio tra le proteste degli amaranto che reclamavano un fuorigioco.

Dal raddoppio mancato del Lecce al pareggio della Reggina, succede tutto in 120 secondi. Al minuto 26 Ferreira si incunea nell’area amaranto, quando la conclusione a botta sicura stava per materializzarsi, arriva la decisiva chiusura di Kosnic. Al 28′ Coralli scuote il Granillo e con una magia trova il pari. Lancio di Kosnic dalla difesa, l’ex Empoli beffa la linea difensiva avversaria e dopo uno stop da serie A supera Perrucchini con un preciso pallonetto.

Lecce costretto a rimettere l’armatura, Sala dopo la disattenzione sul gol di Marconi si riscatta parzialmente anticipando prima Mancosu e poi Marconi tra il 41′ e il 45′, sono le ultime emozioni prima dell’intervallo.
Una discreta Reggina chiude in pareggio la prima frazione, le sedici posizioni di differenza in classifica si sono notate soltanto a tratti. Inizia la ripresa però e arriva subito la doccia gelata. Pacilli crossa dalla destra, trovando il perfetto stacco aereo di Doumbia, l’attaccante francese sovrasta Cane e di testa firma il raddoppio.

Il 2a1 cambia vestito alla contesa, il Lecce si mette l’abito da sera e inserisce il pilota automatico. Ospiti che badano al possesso palla e a controllare le sporadiche sortite avversarie, Zeman intuisce che l’encefalogramma dei suoi è piatto e opera una doppia sostituzione. Bangu e Leonetti prendono il posto di Knudsen e Maesano, adesso gli amaranto si sistemano con il 4-3-3. Dopo venti minuti di nulla assoluto il Lecce sfiora il tris con Pacilli, il sinistro a giro dell’ex Albinoleffe viene deviato sopra la traversa da Sala.

Al minuto 80 Coralli (appena rientrato in campo dopo un colpo subito alla testa che sembrava costringerlo a chiedere il cambio) va giù in area dopo un contatto con Cosenza e reclama un rigore, trovando invece un giallo per proteste. Lecce che punge con Mancosu, pescato da Doumbia: l’ex Benevento si invola in contropiede verso Sala, la conclusione da posizione defilata non trova la porta. La clessidra scorre, Zeman si gioca il tutto per tutto nei minuti finali, inserendo Silenzi al posto di Possenti mentre Padalino manda in campo l’ex Maimone in luogo di Doumbia, tra i migliori in campo.

Nel finale l’anestetico iniettato dal Lecce è totale
, si arriva al fischio finale con un lungo sbadiglio e il prevedibile ko della Reggina, piegata da un avversario troppo superiore. Gli amaranto hanno lottato per tutto il corso della gara, solo in alcuni tratti del primo tempo però si è avuta la concreta speranza di poter strappare un punto. Fa male anche la vittoria del Catanzaro in extremis, con 23 punti adesso la Reggina è sola al terz’ultimo posto. Nel prossimo turno altra trasferta complicatissima per Coralli e compagni, di scena sul campo della Juve Stabia. Sarà finalmente la volta buona per un sussulto esterno?

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