di Matteo Occhiuto – In attesa di conoscere con precisione ed ufficialità, quali saranno e, soprattutto, quante saranno le compagini che dovrà affrontare la Reggina nella stagione 2018/2019, tifosi ed addetti ai lavori iniziano a cimentarsi con il gioco delle griglie. Ovviamente, malgrado l’avvicinarsi di Ferragosto, non ci riferiamo a quelle su cui canonicamente arrostiamo costate e salsicce, bensì quelle che appaiono più o meno frequentemente su giornali, siti web e tv con l’avvicinarsi dell’inizio dei vari campionati.
No, per il momento non ci sprecheremo, anche in virtù della sopracitata incertezza, in classifiche estive. Sarebbe decisamente fuorviante oltre che un filo azzardato, dal momento che il mercato di C chiuderà fra poco meno di tre settimane. Una considerazione, tuttavia, sorge spontanea e doverosa.
In una sola estate, comprensiva della coda dello scorso torneo e le peripezie organizzative dell’estate pallonata 2018, il girone C di Lega Pro ha, di fatto, salutato Lecce, Cosenza e, in ultimo, il Catania, approdate in Serie B per meriti sportivi o, come nel caso degli etnei, tramite ripescaggio. Sostanzialmente, dunque, tre delle sei squadre più importanti del torneo, a livello tecnico, economico e – non ultimo – storico, hanno finalmente lasciato la terza serie. Sono rimaste nel limbo, invece, Matera, Trapani e Juve Stabia, con la differenza di una profonda difficoltà economica in grado di mettere addirittura in dubbio l’iscrizione delle tre. Una situazione che ha necessariamente portato ad un ridimensionamento degli obiettivi sportivi, viste le ingenti difficoltà di tipo patrimoniale.
Delineato lo scenario, non si può omettere di dire che, stando cosi le cose, a rivestire il ruolo di grande favorito per vincere il campionato sarà il Catanzaro. Il sodalizio presieduto da Noto sta investendo notevoli somme – ufficiale in settimana l’ex amaranto Manuel Fishnaller – per poter puntare ad un ritorno in cadetteria che manca da più di dieci anni. Il ripescaggio del Catania ha poi tolto al club del capoluogo l’avversario probabilmente più temibile, spianando idealmente la strada alle Aquile.
Ma è qui che può e, soprattutto, deve inserirsi la Reggina. Senza voler fare il passo più lungo della gamba è evidentemente innegabile come gli amaranto, partiti giustamente con zero proclami, abbiano la possibilità di giocarsi le proprie chances. Il calcio, infatti, non è una legge scritta e sognare il ritorno in B non può essere chimera, a maggior ragione se supportati da un lavoro, quello della società, di Taibi e di Cevoli, che pare aver prodotto una squadra che gioca bene a calcio. Non va dimenticata, poi, l’apparente già ottima amalgama raggiunta dal gruppo a disposizione dell’ex tecnico del Renate, sia dentro che, soprattutto, fuori. Il livellamento verso il basso che sta attuandosi nel girone C non può non ingolosire, tenendo poi in conto che, già dall’anno prossimo, in terza serie potrebbero tornare piazze del calibro di Taranto e Bari.
Senza, naturalmente, fare voli pindarici non si può aver paura di dire che la Reggina, questa Reggina, possa sorprendere e pensare di poter giocarsi la promozione diretta. Sarà difficile, certo, ma l‘occasione è di quelle troppo ghiotte per lasciarsele scappare. Anche perchè simile possibilità potrebbe esserci quest’anno e, forse, mai più.
