Reggina, sei imbarazzante. Il Rende passeggia al Granillo, amaranto senza dignità
23 Dicembre 2017 - 16:18 | di Pasquale Romano

di Pasquale Romano – Sprofondo amaranto. Una Reggina priva di dignità e orgoglio si consegna al Rende certificando il proprio momento nerissimo. Non è una crisi, ma una vera e propria resa quella della formazione allenata da Maurizi, responsabile tecnico e di conseguenza della clamorosa involuzione registrata nell’ultimo mese e mezzo da Bianchimano e compagni.
Il Rende passeggia e sbanca con le reti di Franco, Rossini e Laaribi, ma è più di un fatto che la Reggina del dicembre 2017 perderebbe anche contro una squadra di scapoli e ammogliati.
MINI RIVOLUZIONE AMARANTO – Tra nuovi innesti e cambi di posizione è una Reggina profondamente rivista rispetto alle ultime uscite. In difesa è una rivoluzione: cambiano le corsie laterali, affidate a Laezza e Porcino, con Gatti e Di Filippo centrali. Mezavila si tiene la maglia da titolare ma si inverte di posizione con De Francesco, spostato in cabina di regia. Fortunato sulla trequarti, è Sparacello il partner di Bianchimano.
‘SPELACCHIO’ AL GRANILLO – Nei primi 15 minuti non accade nulla, due squadre capaci di raccogliere (insieme) 3 punti nelle ultime 4 gare impattano la gara con prevedibili timori ed ansie. Il terreno del Granillo è una vergogna e assomiglia tremendamente all’albero di Natale della capitale ribattezzato ‘Spelacchio’ dai romani, è difficile giocare al calcio ma il Rende lo fa senza dubbio con maggiore qualità.
Evidente il gap di tranquillità che separa le due formazioni. La Reggina, con tutti i suoi interpreti, sembra avere tra i piedi la ‘palla medica’, Rende che invece mostra la voglia di giocare palla a terra (quando possibile…) con semplicità e idee. La prima chance è per gli amaranto, debole però il destro di Sparacello dal vertice sinistro dell’area. Le avvisaglie di quello che sarà un pomeriggio complicato arrivano al minuto 23: angolo in favore del Rende, Porcaro lasciato incredibilmente solo stacca e colpisce in modo involontario il compagno Goretta.
DOPPIO IMBARAZZO – Prove generali di presepe per la difesa amaranto, doppia recita che ha sorte migliore tra il 26′ e il 34′. Ospiti che trovano il vantaggio con Franco, bravo a sfruttare la sponda di Goretta sugli sviluppi di un calcio di punizione. Reggina che protesta per un presunto fuorigioco, Maurizi espulso.
Il raddoppio del Rende porta la firma di Rossini, che servito da Ricciardo è tutto solo davanti a Cucchietti e non sbaglia. Nuove proteste amaranto, la posizione di Rossini appare in dubbio.
Uno-due che è un ko tecnico, la Reggina ci mette qualche minuto a rialzarsi in piedi e in chiusura di primo tempo ci prova in due occasioni con Fortunato, bravo Forte a distendersi sul destro del centrocampista amaranto. Pochi gli spettatori presenti al Granillo ma sforzano le corde vocali per ricoprire di doverosi fischi i giocatori amaranto al rientro negli spogliatoi.
Inizia la ripresa, pochi minuti e Maurizi (tramite il vice) opera la prima sostituzione, Tulissi prende il posto di Fortunato. Al minuto 58 amaranto pericolosi, sugli sviluppi di un calcio di punizione Gatti conclude di destro trovando la risposta di Forte. Si palesano in modo evidente schegge di nervosismo in casa amaranto, De Francesco graziato dal secondo giallo lascia il campo tra i fischi a Di Livio.
DE PROFUNDIS – Al ventesimo Rende a un passo dal tris, è provvidenziale la chiusura di Gatti sulla conclusione a botta sicura di Rossini. Gli ospiti però fiutano la possibilità di chiudere la contesa a doppia mandata e la sfruttano. Perfetta la punizione di Laaribi (tra i migliori in campo) al 68′, Cucchietti non può arrivarci.
Gli ultimi 25 minuti servono solo al Rende per andare più volte vicino al poker, mentre una Reggina sotto choc come unica richiesta a Babbo Natale prega che il triplice fischio arrivi il prima possibile. Le ultime occasioni per gli amaranto capitano sui piedi di Tulissi (imprecisa la girata da pochi passi) e Bianchimano, la formazione di Maurizi non trova nemmeno il gol della bandiera.
LA REGGINA NON C’E’ PIU – Fatto salvo un discreto primo tempo giocato sul campo della Juve Stabia, il dicembre degli amaranto emette una sentenza che è già cassazione. Inutile addentrarsi in argomentazioni tecnico-tattiche o fisiche, la risposta è molto più semplice. La squadra non c’è più, è implosa durante il turno di riposo. Servono risposte e soluzioni, e servono adesso. Chi ha ridotto la Reggina a questo brandello di giocatori senza dignità, deve darne conto.
