Reggina, la chiesa non è (ancora) al centro del villaggio
06 Settembre 2018 - 13:56 | di Vincenzo Comi

di Pasquale Romano – ‘Noblesse oblige’. Tornato alla Reggina con la qualifica di club manager, Giusva Branca da consumato uomo di comunicazione si era affidato ad un proverbio francese di garciana memoria (storicamente usato a Montbéliard, un paese nella zona Est della Francia, e fortemente legato alla cultura luterana) per francobollare il senso della sua missione.
“Bisogna riportare la chiesa al centro del villaggio. Credo sia evidente cosa rappresenti la Reggina per la città, il legame è sempre stato intenso. Bisogna ritrovare quello spirito, quel senso di aggregazione, ed è questo l’obiettivo che mi propongo. Non è più possibile percepire distacco tra il club e i tifosi ed il primo passo, ovviamente, sarà fatto dal club”, le parole di Branca nel giorno della presentazione, lo scorso 6 maggio.
IL GRANDE FREDDO
Dopo quattro mesi esatti, con i numeri ufficiali dichiarati dal club amaranto (circa 1500 abbonati, – 800 rispetto alla passata stagione) si può parlare di missione finora fallita.
Facile credere ad un bluff del club manager quando parla di numeri in linea con le aspettative, altrimenti si perderebbe il senso dell’accorato appello lanciato il giorno della presentazione.
Persiste dunque il distacco dei tifosi amaranto nei confronti della Reggina, va specificato ad onor del vero che il disinnamoramento ha radici profonde e datate ma seguendo le parole di Oscar Wilde ‘l’unico fascino del passato è che è passato’ ed è preferibile concentrarsi sui problemi attuali.
RITORNO AL PASSATO
La decisione della società amaranto di riportare all’ovile Giusva Branca, così come Taibi, Belardi e Cevoli, aveva una duplice e chiara motivazione. Da un lato la riconosciuta qualità professionale delle varie figure, dall’altro l’indiscutibile imprinting amaranto che avrebbe potuto favorire nei tifosi un nuovo sentimento di appartenenza.
A quattro mesi dall’avvio del nuovo progetto, al termine di una buona campagna acquisti condotta dal d.s. Taibi e a 10 giorni dalla prima in campionato, Reggio Calabria ha palesato con i fatti di non volersi ricongiungere alla propria anima pallonara. E’ questo il primo dato, non positivo, con il quale ci si avvia all’esordio.
Il dato positivo invece è riferito al recente riavvicinamento di una parte dei tifosi di Curva Sud, primo passo di un percorso che si spera possa concludersi con l’anima del Granillo nuovamente ribollente.
GIUDICE SOVRANO
La certezza è legata ad una delle leggi non scritte del calcio, e che vede i risultati capaci di spostare sensibilmente gli equilibri affettivi di una tifoseria. Se la Reggina, con le prestazioni sul campo, otterrà risultati positivi e dimostrerà di poter lottare per le prime posizioni, la passione dei tifosi amaranto si risveglierà e di conseguenza le presenze al Granillo aumenteranno. In caso contrario, la cattedrale rimarrà nel deserto.
Al netto di alchimie e stratagemmi, sembra essere questa l’unica soluzione per riportare la chiesa al centro del villaggio.
