Reggina, non ti fermare adesso. La vittoria di Maurizi, il tecnico “pagante”…


di Pasquale Romano –  Le verità nascoste. Dopo undici giornate, la Reggina guarda la classifica e può specchiarsi felice. Con 16 punti, gli amaranto occupano la settima posizione, con un margine di 4 lunghezze sulla quota play-off. Un traguardo, seppur parziale, che non può che lasciare soddisfatti. Di positivo non c’è soltanto la classifica, ma anche il gioco, la determinazione e lo spirito messo in campo dalla squadra.

SPIRITO DI SQUADRA – Caratteristiche che hanno permesso di avere la meglio, in pieno recupero, contro un avversario più quotato, che nella prima mezz’ora di gara aveva letteralmente preso a pallate Cucchietti, uno dei migliori in campo. Certe vittorie però non sono casuali, ma figlie della volontà di giocare a viso aperto contro qualsiasi avversario, prerogativa che Maurizi ha palesato sin dai primi giorni di ritiro.

VIA COL VENTO – A proposito del tecnico amaranto, sembrano lontane anni luce le polemiche sterili (se non strumentali) che ne hanno accompagnato l’arrivo a Reggio Calabria. Lo stesso Maurizi non ha mai fatto mistero delle diverse esperienze negative avute in carriera, che in più di un’occasione avevano fatto terminare anzitempo la sua avventura.

Una spada di Damocle con la quale convivere, un complicato fardello da gestire e che ne aumenta le responsabilità. E’ ancora presto per esprimere giudizi definitivi sul tecnico di Colleferro, sino ad ora il lavoro svolto è indubbiamente positivo. Da ricordare come sino a poche settimane fa non disponesse del tridente titolare, complicazione oggettiva che ha inciso sulla produzione offensiva della squadra.

EX AVVELENATI – Se era comprensibile accogliere con un pizzico di scetticismo l’arrivo di Maurizi, di diverso tenore (e totalmente prive di eleganza) erano state alcune dichiarazioni che avevano infangato la professionalità del tecnico amaranto prima del suo insediamento in riva allo Stretto.

La società lo ha scelto perché paga per allenare’, la brillante congettura che partita da alcuni ‘scienziati’ ha fortunatamente soltanto sfiorato il sentimento diffuso dei tifosi amaranto. ‘L’amore per la Reggina‘ la giustificazione data nel momento in cui si è partorita l’idea, facendo passare l’ingannevole messaggio che l’accusa rivolta al club amaranto fosse al contempo un’azione per difenderla. Lo stesso paradossale ‘amore’ che porta ex fidanzati a dar fuoco alle compagne precedenti…

NON GIUDICARTI E NON GIUDICARE – “Le parole di Savoldi? Non lo conosco, non mi hanno ferito, perché è un giudizio artefatto, non basato su una conoscenza diretta. Studio filosofia orientale la quale dice: “Non giudicarti e non giudicare”. Non so perché ha espresso quei giudizi, il problema nasce nel momento in cui si esprime un giudizio tra personaggi pubblici quindi conosciuti per l’eco che può avere. Mi ha fatto piacere che la gente di Reggio non si sia fatta influenzare, è incredibile il loro affetto nei miei confronti, a volte penso addirittura sia troppo per quello che ho fatto”, il pensiero a riguardo di Maurizi. Con il lavoro serio e meticoloso messo in campo in questi primi mesi il tecnico amaranto ha rispedito al mittente le accuse. Fatti concreti, in risposta a stupidaggini gratuite.

VIETATO FERMARSI. La Reggina, dopo aver superato il Catania, giocherà con una squadra in crisi (la Casertana terz’ultima) e una sulle ali dell’entusiasmo, ovvero il Siracusa dietro solo Lecce e Monopoli. Successivamente, gli amaranto osserveranno un turno di riposo prima della durissima e quasi proibitiva trasferta sul campo del Lecce.

Qualità e certezze. Per spingere sul pedale dell’entusiasmo, servirebbe dare continuità alla striscia di risultati positivi. Con la disponibilità di Di Livio, Bianchimano e Tulissi (giocatori, come Di Francesco e Porcino, di passaggio in serie C) Maurizi ha a disposizione un tridente di qualità, dalle caratteristiche complementari. Nuove certezze che si aggiungono a quelle passate, riferite alla solidità in fase difensiva. Senza perdere un briciolo di umiltà, la Reggina può guardare al settimo posto non come traguardo su cui cullarsi ma come un punto di partenza verso un campionato ricco di soddisfazioni.

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