Reggio, buona la prima per il Corso della Mediterranea su Intelligenza artificiale

Oltre 400 i giovani iscritti provenienti da diversi Paesi europei

Condivisione e incontro nonostante i limiti fisici e spaziali. È con questo spirito che si è aperta nella giornata dI ieri, 30 aprile, la prima sessione del Corso Internazionale di Alta Formazione dal titolo “Artificial Intelligence in The New Millenium”, online e gratuito, promosso dal Mediterranea International Centre for Human Rights Research (MICHR) dell’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria, in collaborazione con il Law Institute della Cracow University of Economics (Polonia), il Centro REDHT della Universidade Federal de Sergipe (Brasile) e l'AINDES di Medellin (Colombia).

Il corso, che prevede 30 ore di formazione suddivise in sei appuntamenti, ad oggi conta ben 420 iscritti provenienti da diversi Paesi europei (Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Romania Polonia, Lussemburgo, Macedonia, Belgio, Albania) americani (Argentina, Bolivia, Brasile, Colombia, Messico, Perù, Venezuela, Costa Rica, Ecuador, Uruguay), asiatici (Russia) e, nelle vesti di relatori, annovera circa 60 docenti appartenenti a 50 prestigiosi Atenei stranieri. A cura del Prof. Angelo Viglianisi Ferraro l’apertura dei lavori, il quale, dopo aver brevemente illustrato l’articolazione dell'iniziativa, ha espresso il personale ringraziamento tanto ai partecipanti quanto ai collaboratori della Segreteria Organizzativa, nelle persone dei Dott. Irene Amoroso, Antonio Gagliostro, Elisa Macrì, Davide Nicoletta, Luana Pennestrì, Antonio Vecchio, Nicolás Salvi, che per tutta la durata del corso saranno a disposizione degli iscritti per ogni informazione e/o chiarimento. La parola è quindi passata al Prof. Massimiliano Ferrara (Direttore del DiGiES della Mediterranea di Reggio Calabria) che ha manifestato grande apprezzamento per quest’iniziativa di caratura internazionale, volta ad implementare sia le relazioni scientifiche che le relazioni umane nella collaborazione fra i diversi Atenei stranieri.

Linea di pensiero confermata con i saluti istituzionali portati dal Prof. Petr Karasev (Vice-rettore per la formazione e la metodologia didattica della Plekhanov University di Mosca), dalla Prof. Bogusława Gnela (Preside della Facoltà di Giurisprudenza della Cracow University of Economics) e dalla Prof. Luciana de Aboim Machado (Coordinatrice degli Studi Post-laurea della Facultad de Derecho della Universidad Federal de Sergipe). E’ stata quindi la volta dei primi 12 relatori che, trattando tematiche molto differenti tra di loro, hanno fatto emergere quanto l’apparente semplicità della tecnologia che ogni giorno ci connette al World Wide Web sia specchio di una complessità che sotto molto aspetti può compromettere la sfera giuridica dell’individuo.

Dal diritto all’anonimato per il donatore dei gameti nella fecondazione assistita eterologa trattato dal Prof. Rafał Łukasiewicz (Polonia) ai c.d. Smart Contract che prendono vita a mezzo di piattaforme digitali nella relazione del Prof. David E. Zammit (Malta), dal diritto alla riservatezza potenzialmente compromesso dai software installati sui comuni dispositivi mobili nella relazione del Prof.Manuel David Masseno (Portogallo), ai risvolti sul tema della responsabilità civile derivanti dall’utilizzo del trasporto automatizzato affrontati dal Prof.César E. Moreno (Perù) – solo per citarne alcuni.

Una strada tutta in divenire quella tracciata dall’Intelligenza Artificiale, tanto per il legislatore quanto per gli operatori del diritto, che sarà possibile approfondire nel corso dei prossimi incontri.