Reggio, inchiesta su Unicredit per estorsione ed usura nei confronti di clienti

I danni causati dalla truffa proposta ai clienti non interessavano al direttore: "si attaccano al tram", affermava

“Ma io sta pratica che devo fare? La devo mandare in sofferenza? Se non riusciamo a chiudere questa operazione, vi esce la segnalazione in centrale di rischi”.

A parlare è Corrado Loddo, il direttore dell’ufficio Small Business della filiale Unicredit di Reggio Calabria. È lui, per la Guardia di finanza, come riportato su Il Fatto Quotidiano, il principale indagato nell’inchiesta secondo cui le imprese venivano costrette a stipulare mutui senza ipoteca garantiti dai confidi, condizionati a polizze assicurative che venivano presentate come “obbligatorie” dietro minaccia di non erogare il denaro o di venire segnalati alla centrali rischi della Banca d’Italia.

Sempre “Il fatto Quotidiano” scrive cheulteriori dichiarazioni dei clienti, vittime di questo inganno.

“Il dottore Loddo – racconta una delle vittime – ci rappresentava scenari di possibili fallimenti e di sequestro della nostra casa”.

Lo scopo era raggiungere gli obiettivi aziendali per il riconoscimento dei premi a Loddo e ai singoli gestori. Anche loro indagati nell’inchiesta coordinata dal procuratore di Reggio Calabria Giovanni Bombardieri, dall’aggiunto Gerardo Dominijanni e dal pm Nunzio De Salvo.

“Vedrai che passeremo un brutto quarto d’ora. Il cliente firma e non sa nemmeno cosa sta firmando”, è un altro stralcio delle intercettazioni. Ad alcuni è stata fatta firmare più di una polizza, ma in caso di decesso i loro eredi vedranno un solo risarcimento. Loddo lo sa bene ma non gli importa: “Si attaccano al tram”.

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