Regionali Calabria, ignorato diritto fondamentale alla casa

La critica di "Un mondo di mondi"

Tra qualche giorno i calabresi saranno chiamati alle urne e un dato emerge con chiarezza:  nessuno dei quattro candidati alla presidenza della Regione, con i 300 candidati al Consiglio regionale, ha inserito tra le priorità programmatiche il diritto fondamentale alla casa e la politica degli alloggi popolari.

Eppure il disagio abitativo, secondo le stime esistenti, colpisce nella Regione  in modo sempre più grave circa 11.000 famiglie, soprattutto a causa delle scelte politiche effettuate  dalla Regione da almeno un ventennio.

Il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, tra alloggi di proprietà Aterp ( 42.000) e di proprietà comunale, è costituito da circa 50.000 alloggi, in gran parte assegnati. A causa della cattiva gestione realizzata negli anni, il patrimonio ERP non è in grado oggi di rispondere alla domanda di alloggi delle famiglie in condizioni di disagio abitativo.

Il patrimonio ERP è da anni in costante riduzione. L’azione di  dismissione, iniziata negli anni Novanta con la legge  24 dicembre 1993 n. 560, non è stata bilanciata da un’azione regionale di acquisizione  di nuovi alloggi.

La Regione Calabria ha sempre sostenuto che non ci sono più finanziamenti destinati alla politica degli alloggi popolari. Ma questo non risponde a verità.

Difatti, già dal 2013, grazie all’impegno di Unione Inquilini, si è scoperto, attraverso  una interpellanza parlamentare, che diverse regioni, tra cui la Regione Calabria, avevano depositato su un conto di Cassa Depositi e Prestiti un finanziamento non utilizzato di decine di milioni di euro di fondi Gescal.

Nel documento della Cassa Depositi e Prestiti del 2013 si legge che la Regione Calabria, alla data del 30 giugno 2013, aveva 136.529.431 euro di fondi Gescal non utilizzati. Questi fondi, come previsto dalla normativa, dovevano essere impegnati dalla Regione Calabria per implementare il patrimonio degli alloggi popolari e quindi dare una risposta alle famiglie senza casa.

Ma la Regione non solo non ha utilizzato questi finanziamenti per gli alloggi popolari, ma ha utilizzato circa  68.529.431 euro per opere pubbliche che non avrebbe potuto realizzare con questi fondi. In questo modo è stato negato il diritto all’alloggio a qualche centinaio di famiglie. Tra le opere realizzate con i fondi Gescal ci sarebbero il ponte di Calatrava di Cosenza e la sede Aterp di Vibo Valentia. L’utilizzo di parte dei  fondi è stato dimostrato nel mese di ottobre 2019 con un’altra interrogazione parlamentare promossa da Unione Inquilini. Difatti è emerso che la Regione Calabria sul conto della Cassa Depositi e Prestiti nel mese di ottobre 2019 aveva un finanziamento Gescal non più di 136 milioni ma di 68 milioni di euro.

La Regione  ha demolito la politica degli alloggi popolari non solo con questa grave azione sui fondi Gescal. Il patrimonio Erp esistente, se ben gestito,  garantirebbe, attraverso il turn-over, previsto dalla normativa vigente, il ritorno  di  una quota annuale  di alloggi da riassegnare alle   famiglie che ne hanno diritto e  la garanzia del pieno diritto all’alloggio per gli assegnatari. Ma questo non è mai avvenuto,  perché la Regione, nelle ultime consiliature, ha operato scelte politiche che hanno di fatto impedito strutturalmente  la buona gestione del patrimonio erp. Una di queste è la scelta di accorpare le Aterp provinciali in una sola Aterp regionale,  che nessun’altra  regione ha scelto di fare. Allontanando il centro decisionale  dai territori,  l’attività di gestione  è notevolmente  peggiorata. L’altra scelta è stata  la modifica della legge regionale 32/1996 del 2017, che, da  occasione per dare efficienza e operatività alla gestione del patrimonio e quindi al turn-over, si è rivelata inutile per i risultati prodotti.

Pertanto sarebbe opportuno che i candidati considerino seriamente  l’impegno per una  politica regionale degli alloggi popolari che corregga questi errori e garantisca il diritto alla casa delle fasce deboli. I candidati dovrebbero farsi garanti affinché i fondi Gescal non utilizzati vengano impegnati per acquisire nuovi alloggi e vengano recuperati a questo scopo anche quelli già utilizzati. L’acquisto degli alloggi è la via da seguire visto che dai dati Istat risulta che in Calabria ci sono 490.000 alloggi vuoti.   Sarebbe opportuno ritornare alla gestione delle Aterp provinciali ed il nuovo Consiglio regionale dovrebbe impegnarsi a modificare la legge regionale, garantendo la piena gestione legale del patrimonio degli alloggi popolari al servizio del diritto alla casa.

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