Sanità, via libera del Cdm per sbloccare le liste d'attesa

Sistema di monitoraggio regione per regione, Cup unico, tetto di spesa per il personale tra le novità previste

Il Consiglio dei Ministri ha varato, tra altri provvedimenti, anche un decreto legge per l’abbattimento delle liste d’attesa nelle strutture sanitarie.

Le Regioni assegneranno ai direttori generali delle aziende sanitarie alcuni obiettivi annuali sulla riduzione delle attese. Il mancato raggiungimento potrà determinare la sospensione dall’elenco nazionale dei direttori per un periodo di 12 mesi. Anche gli specializzandi verranno chiamati per abbattere le liste d’attesa.

Secondo l’Ansa, che ha potuto visionare delle bozze del decreto, sarebbe previsto un maggior coinvolgimento dei giovani medici con incarichi fino a 10 ore settimanali. Confermate le misure di contrasto contro il fenomeno dei “gettonisti”: possibili assunzioni con contratti di lavoro autonomo.

Con i provvedimenti sulle liste di attesa approvate in Consiglio dei ministri arriva anche “uno stanziamento straordinario di 60 milioni per i dipartimenti di salute mentale, in un tempo nel quale il tema della salute mentale sta diventando sempre più preoccupante”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un video postato sui social dopo il Cdm.

“Per il 2024 il tetto di spesa per il personale sanitario passerà, per le regioni che ne facciano richiesta, dal 10 al 15%, mentre a partire dal 1° gennaio 2025 aboliremo il tetto di spesa”, ha detto il ministro della Salute Orazio Schillaci in conferenza stampa. ”I direttori generali di Asl e ospedali dovranno far rispettare i tempi certi per le prestazioni o con la possibilità dell’intramoenia o con il privato convenzionato”.

Dai monitoraggi a campione risulta, ha detto Schillaci, che si fanno anche 9 prestazioni nel pubblico rispetto a 90 in intramoenia.

I due provvedimenti, il primo più di carattere regolamentare e il secondo contenente misure di spesa, sono stati revisionati e limati fino all’ultimo in una continua interlocuzione con il Mef sulle risorse disponibili. Per il personale del Sistema sanitario infatti si prevede un aumento della tariffa oraria fino al 20% e l’introduzione di una ’flat tax’ del 15%.

Quanto ai privati accreditati, a cui già l’ultima legge di bilancio ha innalzato il tetto di spesa per prestazioni mirate ad assorbire le liste, è previsto un ulteriore allentamento dell’1%. Condizione per mantenere l’accreditamento con il Ssn sarà la piena integrazione delle agende di prenotazione, da parte dei privati convenzionati, con i Cup unici che ogni regione dovrà istituire.

Scattano le quote premiali per le Regioni che rispettano gli obiettivi di riduzione delle liste, mentre i direttori generali di Asl e ospedali riceveranno incrementi o al contrario decurtazioni del 10% della retribuzione di risultato sulla base del raggiungimento o meno degli obiettivi. Infine, anche in farmacia si potranno svolgere alcune prestazioni come analisi del sangue e tamponi mentre andrà attivata la diagnostica di primo livello negli studi dei medici di famiglia.