Il sindaco di Messina 'occupa' lo Stretto: 'Isolani sotto sequestro. Serve una proroga'

Secondo il primo cittadino, il Governo dovrebbe adottare "una misura transitoria per non precludere il diritto alla libera circolazione" ai pendolari dello Stretto

"Come annunciato nei giorni scorsi, stamattina puntuale alle ore 10 alla Rada San Francesco ha avuto inizio l’occupazione permanente dello Stretto di Messina".

A scriverlo, in un post su Facebook, qualche ora fa, è stato il sindaco di Messina. Non è la prima volta che Cateno De Luca, durante questa pandemia dà vita a delle proteste per il traghettamento nello Stretto. Il "movimento" degli ultimi giorni e le nuove disposizioni governative in materia di prevenzione Covid, avranno spinto il primo cittadino a prendere una decisione che, ben presto, è arrivata.

De Luca occupa lo Stretto di Messina

Cateno De Luca Sindaco Messina

"Ringrazio tutti coloro che si sono uniti alla mia protesta, il deputato regionale on. Danilo Lo Giudice; l’Assessore all’Emergenza Covid Dafne Musolino; i Consiglieri comunali Serena Giannetto, Francesco Cipolla e Alessandro De Leo; il Vicecomandante vicario Giovanni Giardina; i tanti pendolari e i cittadini bloccati in riva allo Stretto. Sono qui, perché da giorni sollecito il Governo per l’adozione di una proroga dell’obbligo del Super Green Pass sui trasporti, ritenuta necessaria e indispensabile al fine di garantire il principio della continuità territoriale. Questa è la risposta dello Stato. Costringere il Sindaco della 13esima città d’Italia in questa condizione".

Soltanto qualche giorno fa, problemi analoghi si sono verificanti anche nell'altro versante dello Stretto, quello calabrese. Un uomo, infatti, è riuscito ad attraversare la piccola striscia di mare che divide le due regioni pur non essendo vaccinato grazie alla decisione del Tribunale di Reggio Calabria.

La protesta pacifica e l'invito al Presidente Musumeci

"Sono pronto a rimanere qui sino a quando il Governo non introduce una norma transitoria perché è inaccettabile questa situazione. Abbiamo superato ogni limite, e per effetto della normativa in atto, in questo momento i siciliani sono sotto sequestro. La mia sarà una protesta pacifica, non creerò alcun intralcio alla circolazione e non bloccherò nessun traghetto. La mia sarà una protesta pacifica.

Mi metterò in un angolo, chiederò un sacco a pelo e non andrò via in attesa dei rappresentanti dello Stato. Aspetto che venga il Prefetto di Messina a dirmi che domani sarà tutto risolto.

A onor del vero doveva essere il Presidente della Regione Nello Musumeci ad occuparsi di questa delicata vicenda, che costringe ancora una volta i siciliani ad essere relegati allo status di isolati dal mondo, mi riferisco soprattutto ai “viaggi della speranza” che tanti siciliani sono costretti ad affrontare, ma ahimè, attualmente il governatore è impegnato ad affrontare la difesa del diritto di lesa maestà per le votazioni. Personalmente al posto di Musumeci avrei proposto di non eleggere i nostri parlamentari per le elezioni al Quirinale.

Ma questa altro non è che la Repubblica delle banane. A cosa serve un Presidente della Regione se lo stesso non utilizza il suo ruolo in un momento così delicato?".

"Serve una misura transitoria per non precludere la libera circolazione"

"Chiusa questa parentesi relativamente al vaccino ribadisco che non sono contro il vaccino; ma sono per la vaccinazione non secondo queste strategie subdole. Perché nel momento in cui è stato messo in circolazione il vaccino lo Stato non ha rassicurato i cittadini. Il ragionamento è semplice, se il vaccino è sicuro perché non stabilire l’obbligatorietà? Perché non è stata fatta una legge? In una vera democrazia non si agisce così, per cui queste sono le conseguenze che stiamo vivendo oggi. Conseguenza che si è aggravata proprio sulla nostra condizione di isolani che fino a quando il Governo non adotta una misura transitoria per non precluderci il diritto alla libera circolazione, siamo posti sotto sequestro.

Ho chiesto con ben tre lettere indirizzate al Presidente Draghi delle quali una indirizzata anche al Ministro Speranza, che è indispensabile concedere a chi non è vaccinato il tempo necessario, una moratoria di 30 o 40 giorni, per ottenere la certificazione da vaccinazione completa (prima e seconda dose) o che, nel caso in cui non intenda vaccinarsi, consenta comunque di non dovere sacrificare i diritti primari dell’abitazione e della tutela della libertà delle cure mediche. Ecco perché la legge va rivisitata".

On. Lo Giudice: "Serve interlocuzione istituzionale"

Ringrazio ancora una volta quanti hanno partecipato, l’onorevole Lo Giudice che è così intervenuto:

"Vige una disparità di trattamento rispetto al resto d'Italia. Qui non si consente ai cittadini di poter circolare liberamente su tutto il territorio nazionale, per come avviene in altre regioni. Sono qui per chiedere, insieme al Sindaco De Luca, una interlocuzione istituzionale. Se si passa a forme di proteste è perché qualcuno è sordo rispetto alle esigenze della gente. Hanno fatto un provvedimento correttivo per le isole minori ed è assurdo che non sia stato fatto lo stesso anche per la Sicilia".

Speriamo che un faro acceso possa consentire a qualcuno di fare una sana riflessione ci preoccupa l'assenza del Presidente della Regione perché è un tema che riguarda non solo Messina ma anche tutta la Sicilia", ha concluso il deputato del Gruppo misto all’Ars Lo Giudice.

Solidarietà ai pendolari

Solidarietà esprimo a tutti i pendolari che quotidianamente si spostano attraverso le due sponde messinese e calabra per ragioni di lavoro e di studio, e cittadini che hanno riportato la loro testimonianza di essere bloccati a Messina da giorni, come l’avvocato Pietro Ruggeri, "Mi sono vaccinato ieri ho fatto la prima dose perché dovevo prendere il traghetto per andare in studio a Milano e svolgere la mia attività. Ho udienza il 20 gennaio e la mia assenza non sarà giustificata perché non ho il green pass. Io il vaccino l'ho fatto, aspetto il green pass però questo arriverà tra 15 giorni, quindi nel frattempo sono bloccato qui. Non potrò recarmi a lavoro. Per me sarà un grosso problema".

"Io sono fermo qui da dieci giorni, abito a Reggio Calabria. Ho fatto la prima dose, il mio super green pass dovrebbe arrivare tra quindici giorni. Intanto però, sono bloccato qui e non posso tornare a casa", spiega un altro lavoratore che si è unito alla protesta. E tanti altri cittadini ancora, che stanno vivendo una situazione di disagio costretti a chiedere ospitalità in città a parenti e amici.

In conclusione, rimango qui e continuo pacificamente a sostare alla Rada San Francesco con la speranza che arrivi un rappresentante delle Istituzioni con risposte concrete".