Sospensione attività Hospice, la dott.ssa Barbera: "Che fine farà il personale, chi garantirà il servizio?"

"Perdermo il lavoro, a Reggio vige l'approssimazione...". Il duro sfogo del direttore sanitario dell'Hospice

Sul caso Hospice e sulla possibile sospensione delle attività della struttura ospedaliera di Reggio Calabria, interviene nuovamente il direttore sanitario dott.ssa Ines Barbera.

Di seguito il post apparso pochi minuti fa sul suo profilo FB:

“Perderemo il lavoro. Sulla vicenda Hospice c’è stata un’eco importante: politici, testate giornalistiche, sindacati. Tutti compatti vogliono tutelare il paziente…bene, giusto, finalmente, è la prima cosa in assoluto! Tuttavia non è chiaro che fine farà il personale…Serpeggiano ipotesi ambigue…Riporto un post di Paola Bottero: “- Se so l’anglisi, mi stai chiedendo? Eu du’ parole canuscio: la prima è gùd morrrning. E l’altra nun me la ricordo.

Qualche anno fa rispondeva così l’addetto al front office di un ufficio informazioni turistiche nel reggino. Come può fare notizia la percentuale minima ottenuta in #Calabria nei test #Invalsi2019?”

È questo il problema della nostra città…l’approssimazione…Eppure vantiamo intelligenze e capacità di tutto rispetto…Ma vale la regola dell’approssimazione…chiunque può fare tutto…Su questo slogan ci ha campato diversi anni il comico Albanese con le gag di “Cetto Laqualunque”…No, non è vero, non tutti possono fare tutto. Ci vuole formazione per avere la qualità…Se domani mi proponessero una cattedra di dermatologia mi troverei in serio imbarazzo! Gli operatori dell’Hospice si sono formati e ancora si formano…Milano, Catanzaro, Roma. Sono angeli si, ma che hanno studiato! Non basta tenere la mano al paziente o essere buoni ed empatici…Bisogna conoscere comunicazione, medicina, terapia del dolore, leggi, procedure…E queste conoscenze non sono appannaggio di chi opera in altre discipline…Non si acquistano con un corsetto di recupero Home Made, e men che meno si possono recuperare 13 anni di esperienza…13 anni!! Anni fatti di briefing, confronti, errori successivamente emendati con l’esperienza, casi e casi clinici (socio sanitari eh…il “socio-emotivo” è la parte più difficile), e poi formazione, studio, confronto con i colleghi più esperti…Non c’era niente qui a Reggio Calabria 13 anni fa…si confondeva l’eutanasia con la sedazione palliativa, circolavamo in auto con le fiale di morfina con il rischio di essere fermati e arrestati se avessimo beccato il poliziotto non informato sulla recentissima legge 38…Ci son voluti coraggio, amore e determinazione per andare avanti…La gente ha capito e imparato con noi…La folla a Palazzo San Giorgio e le continue testimonianze che continuano ad arrivarci ne sono la prova…E adesso:grazie di tutto potete andare…l’ASP garantirà il servizio…quando, come, con chi!

L’approssimazione, l’omologazione alla qualità verso il basso, la fuga di cervelli, Reggio non vuole questo, Reggio non se lo merita, Reggio è di più”.

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