Ultramobile - L'incredibile ascesa del furgone Volkswagen, dominatore delle quotazioni

Un successo senza tempo quello dei furgoni Volkswagen. Anche economico

Volkswagen ha deciso di salutare gli anni ’80 e l’epopea magica (con una sola G, perché non é la Roma) del suo Transporter, prima che divenisse un veicolo troppo ingombrante e con scarso appeal almeno fino a metà anni 2000, con l’ultima versione del T3.

Il face lifting era in realtà un total lifting, dato che lo stile Golf 1990, aka Motus Symbol, interessava i paraurti, facendo guadagnare pochi cm, però molto significativi e capaci soprattutto di modernizzare la gamma, dando anche un senso di maggiore solidità estetica.

In sintesi successe che, dalla Polo in su, tutto ciò che non fosse ancora in stile Passat, ricevesse i fascioni tipici di quel periodo, ancora così anni ’80 e troppo poco ’90 per superare il fatidico ’92. E quella rimane, per chi ha avvistato questo splendido mezzo in condizioni mediocri, una delle migliori gamme della sua vita.

Della Volkswagen, ma anche del Transporter, noto anche come Caravelle o Multivan. Quello che ci si aspetta, da un modello così americanevole, é vedersi scendere un gruppo di coriste nere, con annesse spalline. Oppure i Cameo, o i figli dei Beach Boys, con surf al seguito. Anzi, sul tetto. Ma anche negli Emirati ha avuto il suo bel successo.

I libici erano rimasti al T1, come Ritorno al Futuro insegna. Oggi, a Retro Classics, in Germania, viene venduto un Final Edition, a 43mila Euro. Un buon investimento.

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