VIVI BENE – Tiroide: a tu per tu con il dott. Domenico Tromba
01 Novembre 2018 - 10:39 | di Eva Curatola

di Daniela Gangemi – La tiroide è una ghiandola presente alla base del collo responsabile di produrre fondamentali ormoni, tiroxina e triiodotironina, che influenzano molti processi che avvengono nel nostro organismo, dall’attività nervosa al metabolismo, dalla circolazione alla digestione. Abbiamo incontrato il dott. Domenico Tromba, specialista in endocrinologia e malattie del ricambio, responsabile day service tiroide presso la casa della salute di Siderno, consigliere dell’Ordine dei Medici di Reggio Calabria, membro CDA Università di Messina.
Quali sono i sintomi principali della tiroide?
“La tiroide è “la ghiandola della vita” indicata così perché è fondamentale per numerose funzioni del nostro organismo. I problemi alla tiroide più comuni sono rappresentati dall’ipotiroidismo e dall’ipertiroidismo, che possono causare numerosi cambiamenti ormonali e fisici del nostro corpo. I sintomi in caso di patologia tiroidea sono tantissimi e diversi in base all’ipotiroidismo o all’ipertiroidismo. Cito i 10 sintomi più comuni che si osservano, anche se devo purtroppo dire come, in base ad una indagine DOXA, si è visto che un italiano su 5 non li conosce, nonostante questa sia una patologia che colpisce sei milioni di italiani. I sintomi sono: dolori muscolari e articolari, pelle secca, ruvida, spessa e screpolata, a volte sottile e fragile, caduta di capelli che diventano fragili, ruvidi e secchi, disordini intestinali: si può andare dalla stitichezza alla diarrea e si arriva alla sindrome del colon irritabile, cambiamento di peso aumento o diminuzione, problemi mestruali e di fertilità, affaticamento e spossatezza, sensazione di caldo e freddo eccessivo con comparsa anche di manie piedi freddi, ansia e depressione con attacchi di panico e cambiamento di umore rapidamente, aumento colesterolo totale”.
Quali sono le cause dei disturbi alla tiroide?
“Le cause variano in caso di ipo o ipertiroidismo. Ci sono comunque alcuni fattori comuni che possono aumentare il rischio di sviluppare un malfunzionamento della tiroide e sono: il sesso, ne possono soffrire sia uomini che donne, anche se le donne hanno una maggiore probabilità di sviluppare questa patologia; l’età, oltre i 50 anni aumenta il rischio, precedenti familiari o personali, il rischio aumenta se si sono avuti problemi alla tiroide durante la gravidanza e se familiari ne hanno sofferto; fumatori o ex fumatori, hanno un rischio maggiore di sviluppare una disfunzione tiroidea autoimmune (tiroidite); assunzione di alcuni farmaci (amiodarone, litio, interferone); carenza di iodio nella dieta o al contrario se si fa uso eccessivo di integratori di iodio o naturali. Oltre questi fattori comuni, vi sono altri fattori specifici per ciascun disturbo della tiroide”.
I noduli alla tiroide sono tra i problemi maggiormente diffusi tra le donne, come tenerli sotto controllo?
“I noduli tiroidei, singoli o multipli, sono tra le patologie endocrine più frequenti nel sesso femminile. La maggior parte dei noduli è benigna. In genere sono ansiomatici e per tale motivo la patologia tiroidea è etichettata come “malattia insospettabile”, ma alcuni noduli tiroidei possono provocare effetti comprensivi sulle strutture circostanti, determinando difficoltà nella respirazione o nella deglutizione. La terapia dei noduli varia in base alla diagnosi effettuata, ma in ogni caso vanno sempre tenuti sotto controllo. Quando la presenza del nodulo o dei noduli non provoca disturbi e non altera la funzionalità e si ha un esame citologico negativo, può essere consigliato monitoraggio periodico nel tempo. In caso di noduli iperfunzionanti, la terapia prevede l’impiego di farmaci che riducono la sintesi di ormoni dalla ghiandola e si può anche praticare la terapia radiometabolica o ancora in ultima analisi, nei soggetti che non rispondono alla terapia, la “tiroidectomia”. In caso di nodulo maligno, il trattamento sarà chirugico: la tiroidectomia può essere parziale o totale”.
I problemi di tiroide possono richiedere un intervento chirurgico. Quali sono i casi in cui è necessario?
“In caso di carcinoma tiroideo, in caso di mancata risposta famacologica, in caso di comprensione da parte della ghiandola ingrandita sui tessuti circostanti con disturbi alla deglutizione e alla respirazione, si può richiedere l’intervento chirurgico della tiroide e cioè la tiroidectomia che può essere parziale o totale. E’ una procedura semplice e tranquilla che è però considerata invasiva. Oggi, fortunatamente si sono fatti passi da gigante chirurgico per il trattamento della tiroide. Possiamo, infatti, optare anche per la tiroidectomia endoscopica (miniinvasiva) che prevede l’esecuzione di due incisioni molto piccole sul collo; la tiroidectomia robotica transascellare, che si realizza mediante incisioni di 7/8 cm a livello ascellare; la tiroidectomia transorale ensoscopica, tecnica ancora sperimentale, non lascia alcuna cicatrice evidente e la tiroide viene raggiunta attraverso un accesso all’interno della bocca”.
Tiroide e gravidanza, possono esserci delle problematiche?
“La tiroide è una ghiandola molto importante per le donne in età fertile che cercano un figlio o sono incinte o che hanno partorito da poco, purtroppo è ancora oggi, trascurata nei controlli di gravidanza. Durante i 9 mesi di gestazione, aumenta la richiesta di iodio e di ormoni tiroidei di circa il 50%. Pertanto, in gravidanza è importante saper riconoscere precocemente le donne con ridotta riserva tiroidea e mettere in atto le misure di correzione dell’ipotiroidismo materno che consistono nell’aumentare l’introito di iodio ed eventualmente somministrare l’ormone tiroideo. Lo stesso fabbisogno è richiesto dalla donna durante l’allattamento. Quando tutte queste attenzioni non sono attuate, si può andare incontro anche con un ipotirodismo materno/fetale lieve, a disturbi intellettivi per il feto, al cosiddetto cretinismo endemico, sordomutismo, disturbi cognitivi-comportamentali, di deambulazione ecc. Inoltre, durante la gravidanza una carenza di iodio o addirittura di ormoni tiroidei può portare all’aborto spontaneo o alla morte del feto”.
Tra i problemi, ci sono quelli legati all’aumento o perdita di peso, come intervenire?
“Le persone che hanno una tiroide che non funziona o funziona poco, tendono a mettere su peso anche mangiando poco, perché hanno un metabolismo rallentato. Per capire quanto la tiroide sia importante per il nostro organismo, basta pensare che il soggetto ipotiroideo può avere un aumento di peso notevole sia per il rallentamento del metabolismo sia perché ha una notevole ritenzione idrica. In questi soggetti è necessario: trattare l’ipotiroidismo che normalmente entro 6 mesi si normalizza, iniziare un regime dietetico, fare attività fisica”.
Si parla di un’ alternativa alla terapia classica, di un approccio clinico di segnale all’ipotirodismo. In cosa consiste?
“La terapia inizia a tavola con una buona alimentazione come abbiamo accennato. E’ importante prendere in considerazione la connessione tra tiroide, intestino, stress e peso. Se l’intestino è infiammato è c’è una disbiosi, l’assorbimento di micronutrienti indispensabili per la formazione di ormoni tiroidei può risultare alterata. In questo caso, invece di intervenire subito sulla tiroide, è utile pensare ad una dieta che ripristini la situazione. Anche lo stress, aumentando il cortisolo, ha un impatto negativo sulla tiroide, così come gli estrogeni, il loro aumento spesso rallenta la funzione della ghiandola. Tutto questo e tanto altro si può leggere nei testi da me scritti: “L’Abecedario della tiroide e l’Abecedario dell’alimentazione””.
Quali i numeri di questa patologia?
“Sei milioni di italiani hanno disturbi alla ghiandola che regola il nostro organismo e di questi, il 70% sono donne. Un neonato su 3 mila in Italia, nasce con la tiroide che funziona troppo o troppo poco. Il primo strumento di difesa è rappresentato da una corretta alimentazione e dalla riduzione del sale e l’utilizzo del solo sale iodato. Credo che l’unico modo per fare prevenzione per questa patologia al di là di quanto detto, sia l’informazione”.
N.B. Articolo tratto dalla rivista trimestrale di salute e benessere “Vivi bene” della Farmacia ‘Fata Morgana’ di Reggio Calabria. Per la versione online del decimo numero: CLICCA QUI.
