Reggio, controlli nelle RSA: beccati 7 ‘volontari’ senza contratto
I controlli dell'ispettorato del lavoro, questa settimana, si sono concentrati su RSA e cantieri edili. Sospesa anche l'attività di un parrucchiere
27 Gennaio 2026 - 09:35 | Comunicato Stampa

Controlli a tutto campo degli ispettori del lavoro reggini nell’ambito dell’attività di contrasto al lavoro nero, alla scarsa sicurezza e all’errato o mancato inquadramento contrattuale dei lavoratori.
Nella zona jonica reggina, presso una RSA, su 24 operatori individuati al lavoro è stata accertata la presenza di sette “volontari” che, in realtà, come gli altri dipendenti, svolgono una normale attività lavoristica con mansioni di operatore sociosanitario, privi di regolare contratto, di diritti retributivi e contributivi.
RSA nella Zona Jonica reggina: sette “volontari” senza contratto
In questo caso, con Verbale per “debiti contributivi”, gli ispettori hanno proceduto a calcolare gli imponibili retributivi omessi previsti dal CCNL personale dipendente delle Rsa e delle altre strutture residenziali e socio-assistenziali, con invio del verbale all’INPS e all’INAIL per la determinazione dei contributi dovuti a favore di questi lavoratori “riqualificati” grazie al lavoro accertativo degli ispettori.
Prescrizioni su sicurezza e stop per lavoro nero: i casi
In ambito edile, in un cantiere della Locride gli ispettori del lavoro hanno emesso prescrizioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro, in particolare per fattori legati:
- al rischio elettrico
- alla via di accesso non idonea al solaio
- ai vani prospicienti il vuoto, sprovvisti di idonee protezioni
In un’azienda agricola della zona tirrenica gli ispettori hanno emesso una prescrizione a carico del datore di lavoro che ha omesso la formazione del proprio lavoratore dipendente all’utilizzo del trattore agricolo.
Per quanto riguarda la lotta al lavoro nero, gli ispettori del lavoro reggini hanno sospeso l’attività imprenditoriale di un parrucchiere, sulla piana di Gioia Tauro, per l’occupazione irregolare di un dipendente su tre individuati all’accesso. Per riaprire il negozio, il datore di lavoro dovrà regolarizzare l’operaio “in nero” e versare una somma aggiuntiva pari a 2.500 euro.
La maxi-sanzione in questo caso è pari a 3.900 euro, cui si aggiungono le somme dovute per le prescrizioni per l’omessa sorveglianza sanitaria e l’omessa formazione in materia di tutela della salute e della sicurezza nei posti di lavoro.
