Referendum giustizia, Brutto (FdI) denuncia la propaganda nei libri di scuola. Il caso a Reggio
"Un libro utilizzato in un liceo di Reggio non può e non deve trasformarsi in uno strumento di indirizzo referendario". La nota del consigliere regionale
30 Gennaio 2026 - 09:46 | Comunicato Stampa

“È gravissimo che anche i libri di testo delle scuole superiori vengano utilizzati come veicolo di propaganda politica e ideologica in vista del referendum sulla riforma della giustizia”.
Lo dichiara il capogruppo in consiglio regionale di Fratelli d’Italia Angelo Brutto, commentando quanto denunciato dal presidente del Comitato Sì Riforma, Nicolò Zanon.
“Presentare la riforma della giustizia come un presunto attacco all’indipendenza della magistratura, inserendola in modo unilaterale tra le ipotesi di compressione dell’autonomia dei giudici – prosegue Brutto – significa offrire agli studenti una lettura parziale e orientata, che nulla ha a che vedere con un’informazione corretta, pluralista e rispettosa del dibattito democratico”.
“Un libro scolastico utilizzato in un liceo scientifico di Reggio Calabria non può e non deve trasformarsi in uno strumento di indirizzo referendario. La scuola deve formare coscienze critiche, non condizionarle. Tanto più quando si parla di una riforma costituzionale su cui molti studenti, appena maggiorenni, saranno chiamati a esprimersi per la prima volta alle urne”.
La denuncia contro l’indottrinamento ideologico a scuola
“È dovere delle istituzioni vigilare affinché il diritto degli studenti a formarsi un giudizio libero e consapevole sia pienamente tutelato. Fratelli d’Italia continuerà a difendere la neutralità della scuola e il rispetto delle regole democratiche, contro ogni tentativo di indottrinamento ideologico”, conclude il capogruppo di FdI in consiglio regionale.
