Maltempo, Assobalneari: ‘Emergenza economica e sociale, servono interventi urgenti’

Le richieste di Assobalneari Italia: "Interventi urgenti di sostegno alle imprese colpite dal maltempo, accesso al credito, stop alle applicazioni ideologiche e punitive e distorte della direttiva Bolkestein"

Melito Ciclone Henry Lungomare Danni

Le violente ondate di maltempo che in questi giorni hanno colpito il Sud Italia, in particolare le coste della Calabria, della Basilicata, della Sicilia e della Sardegna, stanno producendo danni gravissimi al sistema turistico costiero nazionale.

Mareggiate, erosione, strutture distrutte e stabilimenti balneari fortemente danneggiati stanno generando una crisi immediata anche sul piano economico, con numerose disdette di prenotazioni turistiche e un clima di crescente incertezza tra operatori e viaggiatori.

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“Siamo di fronte a una vera e propria emergenza economica e sociale – dichiara il presidente di Assobalneari Italia Fabrizio Licordari – che colpisce territori straordinari dal punto di vista naturalistico ma fragili sul piano infrastrutturale. Le imprese turistiche costiere e gli stabilimenti balneari rappresentano una risorsa strategica per queste regioni: garantiscono occupazione, servizi, attrattività e sviluppo locale.

Per questo chiediamo un intervento immediato e concreto del Governo, con misure di sostegno, ristori rapidi e strumenti straordinari per le imprese colpite”. Secondo Assobalneari Italia, la crisi attuale è aggravata da una situazione di totale incertezza normativa legata all’applicazione della direttiva Bolkestein sulle concessioni demaniali marittime.

“Oggi- spiega – le imprese, stanno subendo una doppia pressione distruttiva: da una parte la forza devastante degli eventi climatici, dall’altra una burocrazia europea che, attraverso un’interpretazione rigida e ideologica della direttiva Bolkestein, sta mettendo in discussione la sopravvivenza di un intero comparto produttivo”.

In particolare, Assobalneari Italia denuncia “le pressioni provenienti dalla Commissione del Mercato interno, che vogliono imporre al Governo italiano l’avvio delle gare per le concessioni demaniali, nonostante lo stesso Governo abbia dimostrato l’assenza dei presupposti strutturali, giuridici ed economici per un’applicazione meccanica del modello concorrenziale, vista la non scarsità della risorsa costiera in Italia”.

“E’ inaccettabile e paradossale – incalza il presidente Licordari – che questo processo sia guidato da funzionari europei, come l’ italiano Salvatore D’Acunto, che ignorano le specificità del sistema turistico italiano e la funzione economica, sociale e territoriale delle imprese balneari. Davanti alla distruzione provocata dal mare, aggiungere anche una distruzione burocratica programmata è semplicemente assurdo”.

Secondo Assobalneari Federturismo Confindustria, questa situazione sta producendo effetti diretti anche sul mercato turistico: blocco degli investimenti, instabilità occupazionale, perdita di fiducia degli operatori, ricadute immediate sulle prenotazioni.

“Il turista – avverte – non prenota dove vede precarietà, caos normativo e instabilità. Senza certezze non ci sono investimenti, senza investimenti non c’è qualità dell’offerta, e senza qualità non c’è futuro turistico”.

Assobalneari Italia ribadisce che le imprese balneari non sono un problema, ma una risorsa: “Sono loro che hanno qualificato le coste italiane, garantendo servizi, sicurezza, accessibilità, tutela del territorio e sviluppo sostenibile.

Allo stesso tempo, l’associazione richiama l’importanza delle buone pratiche amministrative e dei modelli virtuosi di gestione delle infrastrutture pubbliche, come quello ad esempio per rimanere al Sud, dell’Aeroporto di Palermo”.

“La gestione dell’ingegnere Battisti amministratore delegato dello scalo – sostiene – rappresenta un esempio concreto di buona amministrazione, uso responsabile delle risorse e attenzione al territorio, dove sviluppo infrastrutturale, sostenibilità ambientale e rispetto dell’ecosistema locale procedono insieme.

Questo dimostra che è possibile coniugare crescita economica, tutela ambientale e qualità dei servizi. È questo il modello che serve anche per il turismo costiero: non distruggere ciò che esiste, ma governare i processi con competenza, visione e responsabilità”.

A seguire le richieste di Assobalneari Italia: interventi urgenti di sostegno alle imprese colpite dal maltempo, accesso al credito e conseguente certezze normative sulle concessioni con una riforma equilibrata del settore, stop alle applicazioni ideologiche e punitive e distorte della direttiva Bolkestein, tutela dell’occupazione e degli investimenti già realizzati.

“Senza imprese – rimarca Licordari – non c’è turismo, senza stabilimenti non c’è costa organizzata, senza certezze non c’è futuro. Difendere il turismo costiero significa difendere l’economia del Sud e dell’intero Paese”.