Altre Sezioni

logo community

Niente pubblicità.
Nessun tracciamento.

ABBONATI ACCEDI

Più forti di chi Vi vuole morti


di Matteo Occhiuto – È una tragedia sportiva. Lo diciamo senza mezzi termini, con la perfetta consapevolezza che, per l’ennesima volta, è stato distrutto uno dei motivi d’orgoglio, il cui numero si assottiglia sempre più, di Reggio Calabria. Una città con un tasso di potenzialità inversamente proporzionale ai successi ottenuti, non solo a livello sportivo.

È una tragedia sportiva perché si azzera il lavoro di un gruppo di giocatori ed uno staff che aveva toccato vette che in riva allo Stretto non si toccavano da un decennio. Conquistare i play-off sul parquet, lottando per 27 partite, per poi vederseli tolti il giorno successivo dalla sentenza di un tribunale sarà una cosa che segnerà a vita questi uomini di sport. 

È una tragedia sportiva perché viene colpita, anche e soprattutto, la passione di una tifoseria che si era riscoperta oltremodo unita e meravigliosamente trainante, capace di riempire e colorare non solo il proprio, ma ogni palazzetto d’ Italia, da Nord a Sud, da Casale e Trapani. In procinto di vivere un finale di stagione che potesse regalare ulteriori sogni e soddisfazioni.

È una tragedia sportiva perché tutto questo, probabilmente, poteva tranquillamente essere evitato. Entrare nel merito della decisione presa dalla FIP, oggi, sarebbe eticamente sbagliato. In primis per l’attuale assenza di motivazioni, che saranno ufficialmente depositate entro i prossimi dieci giorni. Secondariamente perché, ora, servirebbe davvero a poco nel drammatico contesto in cui è sprofondata la Reggio amante della palla a spicchi.

È una tragedia sportiva perché nessuna delle istituzioni cittadine ha mostrato una minima parvenza d’interesse verso quanto stava accadendo. La gravità degli avvenimenti era evidente, così come, ad onor del vero, la presenza, in città, di problemi comunque più gravi della fideiussione di una società sportiva, gestita e finanziata da privati. Ma, in ogni caso, una presa di posizione pubblica o un qualche minimo supporto sarebbe stato dovuto o, quantomeno, gradito.

Adesso, in ogni caso, non possiamo che leccarci le ferite, tenendo bene a mente l’amore che questa squadra ha saputo attirare su di se. Ogni speranza, flebile, non deve morire, ma il primo grado di giudizio non sembra lasciar spazio neanche al più grande degli ottimisti. Ci si dovrà asciugare le lacrime, consapevoli di dover nuovamente ripartire da un basso livello che Reggio non merita.

Ed, in tal senso, il pensiero non può che andare nuovamente a coloro che ci sono sempre stati, quest’anno ed in quelli passati. Perchè, ne siamo certi, Voi ci sarete ancora. Perchè, lo abbiamo visto, Voi non avete mai abbandonato la Viola, nemmeno nei giorni più bui. Perchè, lo sappiamo, siete più forti di chi Vi vuole morti. O meglio, vorrebbe.

Iscriviti al nostro Canale Whatsapp per restare sempre aggiornato con le ultime notizie

Non hai ancora scaricato
la nuova App di CityNow?