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Reggio, Gerardis saluta dopo 43 anni di servizio: ‘La città è uscita dal cono d’ombra’

Il presidente della Corte d'appello di Reggio va in pensione. Un pensiero dedicato alla moglie Lilia Gaeta, recentemente scomparsa

Reggio, Gerardis saluta dopo 43 anni di servizio: ‘La città è uscita dal cono d’ombra’

Ha iniziato come pretore a Caulonia, poi nella Pretura della frazione reggina di Gallina, quindi giudice del Tribunale di Reggio Calabria, poi presidente di sezione fino a presidente, prima di essere nominato, nel 2016, presidente della Corte d’appello di Reggio.

Dopo oltre 43 anni di servizio, compiuti i 70 anni Luciano Gerardis lascia il servizio. Incontrando i giornalisti ha sottolineato il ruolo della stampa.

“In questi anni – ha detto – forte è stata la collaborazione, nell’assoluto rispetto dei ruoli. E questo nell’ambito di quel rapporto forte che abbiamo voluto instaurare con la società civile. Le nostre pronunzie vengono fatte nel nome del popolo italiano e penso che il Popolo debba essere informato delle cose che facciamo in suo nome. È un segno di democrazia e trasparenza.

La stessa che abbiamo avuto nello spiegare le problematiche di questo ufficio, che ha sofferto anni complicati, al di là delle vicende degli attentati contro la Procura Generale e il procuratore Salvatore Di Lalndro.

Sono stati anni problematici di copertura e di adeguatezza degli organici per potere affrontare una giurisdizione qualitativamente diversa, quella della ‘ndrangheta che richiederebbe forze ben maggiori. Ho fatto la mia parte e l’ho fatta in coerenza con i miei valori”.

Gerardis ha ringraziato Ordine forense, personale amministrativo, magistrati “elementi importanti di un gioco di squadra” e gli organi centrali della Magistratura per l’attenzione al Distretto, “uscito dal cono d’ombra in cui si trovava 15 anni fa e sottolineato dalla presenza del Ministro Cartabia all’inaugurazione dell’Anno Giudiziario”.

Un pensiero lo ha dedicato alla moglie Lilia Gaeta, magistrato come lui, scomparsa il 18 novembre. “Un modello assoluto di magistrato – ha detto – Penso di dovere moltissimo a lei, per tutto quello che ha rappresentato. Lavorando con umiltà ed in silenzio, ha presieduto, gestito e scritto le sentenze, contemporaneamente, di due importanti processi di ‘ndrangheta, Crimine e Duisburg”.

In futuro Gerardis si dedicherà alla cittadinanza attiva: “Vorrei riprendere l’impegno di Lilia che anche stando male si è spesa per il riconoscimento dei diritti dei malati”.

fonte: ansa.it

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