Pentedattilo Film Festival, il grande ritorno: sei corti in 48 ore e due premi
Il ritorno del Film Festival ha chiuso “Rianimare Pentedattilo”: cinque corti premiati, sei film in 48 ore, tra murales e giovani talenti
31 Agosto 2026 - 19:24 | Comunicato Stampa

Il cinema è tornato ieri, 30 agosto, nel borgo di Pentedattilo, con la serata conclusiva di “Rianimare Pentedattilo”, il progetto di Azimut APS, in partenariato con Consorzio Ecolandia e Pro Pentedattilo, sostenuto da Fondazione con il Sud e Fondazione CDP, ente no profit del gruppo Cassa Depositi e Prestiti, con il patrocinio del Comune di Melito Porto Salvo.
Nel borgo nuovo si è celebrato il ritorno del Pentedattilo Film Festival, insieme alla prima edizione del 48 Ore Pentedattilo: sei troupe arrivate da tutta Italia hanno avuto appena 48 ore per ideare, girare, montare e consegnare un cortometraggio.
Una serata che ha chiuso settimane nelle quali Pentedattilo è diventato laboratorio di arte, cinema e partecipazione. Nel paese nuovo, infatti, sono nati sette nuovi murales nell’ambito di “Tra le mani di pietra”, il festival d’arte urbana diretto da Boris Veliz, mentre il borgo antico è tornato a rivendicare il proprio ruolo di set cinematografico.
Il ritorno del Pentedattilo Film Festival
Ad aprire l’appuntamento sono stati i saluti del sindaco di Melito Porto Salvo Annunziato Nastasi, insieme ai partner di “Rianimare Pentedattilo”.
A introdurre la serata è stata Laura Cirella, responsabile del progetto, che ha ricordato il lavoro svolto nelle settimane precedenti:
«L’ostello di Pentedattilo è stato trasformato in una straordinaria residenza d’artista. Sette nuove opere hanno cambiato il volto del borgo nuovo e sei gruppi di ragazze e ragazzi da tutta Italia hanno raccolto l’invito a girare sei cortometraggi in soli 48 ore».
Cirella ha quindi ringraziato Azimut, Ecolandia e Pro Pentedattilo, sottolineando il sostegno di Fondazione con il Sud e Fondazione Cassa Depositi e Prestiti:
«Hanno riempito di vita, arte, creatività e colori queste settimane. Non ci fermeremo qui: è soltanto un altro tassello in un cammino lungo».
Maria Milasi ha poi parlato dell’emozione per il ritorno della manifestazione:
«È una grande emozione tornare a Pentedattilo e continuare un cammino intrapreso nel lontano 2006. Noi artisti e filmmaker siamo cresciuti qui. Parte del nostro percorso artistico è partita proprio da Pentedattilo e tanti di quelli che hanno iniziato qui sono poi tornati dopo aver raggiunto un successo nazionale e internazionale».
I cinque cortometraggi premiati al Pentedattilo Film Festival
La prima parte della serata è stata dedicata ai cortometraggi vincitori del Pentedattilo Film Festival, selezionati tra le opere arrivate da tutto il mondo.
Cinque i film premiati:
- Miglior corto internazionale: Adjustment, di Mehrdad Hasani – Iran;
- Miglior corto di animazione: Witchfairy, di Cedric Igodt e David Van de Weyer – Belgio;
- Miglior commedia: Danzamatta, di Vanja Victor Kabir Tognola – Svizzera;
- Miglior videoclip: Non sono razzista, ma, di Marco Locurcio – Italia;
- Miglior thriller: Runaway, di Salome Kintsurashvili – Georgia.
Fuori concorso è stato proiettato Leggera del regista e direttore della fotografia Emiliano Barbucci, storico collaboratore del festival.
Sei troupe per una sfida cinematografica in 48 ore
È quindi arrivato il momento del 48 Ore Pentedattilo.
Delle 20 proposte ricevute, sei troupe sono state selezionate e chiamate a costruire una storia direttamente nel borgo.
A ciascuna è stato assegnato un murale, che doveva diventare parte dell’ispirazione narrativa. Le storie non erano state preparate prima: sceneggiatura, riprese e montaggio sono stati realizzati durante le 48 ore.
I sei cortometraggi in concorso sono stati:
- Aurora Sanso – Tra le crepe delle mani, ispirato dal murale Il fiore sulla pietra di Accenti e Neri;
- Lorenzo Crescitelli – Te l’avevo detto, ispirato da La notte di Lorenzo di Basik;
- Chiara Canale ed Eleonora Deligio – Malu Passu, ispirato dal murale Nelle sue mani di Tania Azzar;
- Antonia Stelitano – La voce del filo, ispirato da Il tempo di restare di Kronos Arte;
- Pietro Adorato – Saudade, ispirato da Sibari di Farid Rueda;
- Marco Marra e Davide Rossi – Il dono, ispirato infine dal murale Terra d’incontri, di Boris Veliz.
A supportare le troupe sono stati i tutor tecnici Americo Melchionda, anche direttore artistico del Pentedattilo Film Festival, e lo stesso Emiliano Barbucci.
Nel cast e tra i collaboratori gli attori Maria Milasi, Alessio Praticò, Agata Fortis e Americo Melchionda, oltre agli abitanti del territorio.
Maria Milasi e Alice Emanuele hanno quindi presentato una per una le sei troupe, intervistando e dialogando con i registi e le registe.
Alice Emanuele ha sottolineato come sia stato «bellissimo lavorare con tutte queste troupe», mentre Maria Milasi ha ricordato che le storie erano state costruite direttamente a Pentedattilo, lasciandosi ispirare dai murales e dal luogo.
Emanuele Milasi: “Il Pentedattilo Film Festival è tornato”
Emanuele Milasi, direttore artistico del 48 Ore Pentedattilo, ha sottolineato il significato del ritorno del festival e la scelta di affiancare alle proiezioni una vera esperienza di produzione cinematografica.
«Il Pentedattilo Film Festival è tornato dopo un po’ di fermo, con i suoi corti internazionali. Sono arrivati oltre 500 corti da tutto il mondo e questa sera proiettiamo quelli vincitori, cinque, uno per ogni sezione».
Milasi ha spiegato che il festival è tornato in una veste nuova, accogliendo l’invito di Azimut APS e Pro Pentedattilo nell’ambito di “Rianimare Pentedattilo”:
«Abbiamo immaginato non solo proiezioni, ma anche produzione. Abbiamo invitato troupe da tutta Italia a girare un cortometraggio in 48 ore nel borgo. I ragazzi hanno girato corti di vario genere: horror, documentari, drammi ispirati al borgo. A ognuno è stato assegnato uno dei murales realizzati nell’ambito del progetto Rianimare».
Per Milasi, il collegamento tra cinema e arte urbana è parte centrale dell’iniziativa:
«Quello che stiamo facendo quest’anno come Festival è connetterci fortemente con questo progetto, con l’obiettivo di ridare vita al paese nuovo. È un paradosso: il paese vecchio, che era abbandonato, oggi vive anche di turismo, mentre il paese nuovo può essere il porto per il borgo vecchio».
Melchionda: “Pentedattilo, un’oasi cinematografica”
Per Americo Melchionda è stata «un’edizione molto particolare, in cui il festival si è avvicinato ai murales e i murales si sono avvicinati al festival».
Il direttore artistico ha sottolineato la difficoltà della sfida:
«In 48 ore non è facile girare un cortometraggio e qualche imperfezione può esserci. Ma abbiamo visto emozioni, passione e voglia di raccontare».
E ha ricordato come nacque l’idea del festival:
«Quando passavo dalla superstrada e guardavo Pentedattilo pensavo che potesse diventare un’oasi cinematografica. Mi chiedevo: perché non farla diventare tale? Perché non creare un festival di cortometraggi? Non è facile, però in qualche modo ci siamo riusciti e cercheremo di farlo ancora».
Alessio Praticò e Agata Fortis: talento e passione
Alessio Praticò, attore e tutor delle troupe, ha definito l’esperienza «bellissima»:
«Non è semplice ideare e realizzare un cortometraggio in 48 ore. È un’idea splendida che arricchisce una manifestazione già grande come il Pentedattilo Film Festival».
Praticò ha parlato di «tanto talento, tanta passione, unicità e diversità», evidenziando il lavoro differente portato avanti da ogni troupe.
Per Agata Fortis, che ha partecipato soprattutto come attrice, si è trattato di «un’esperienza meravigliosa»:
«Questi ragazzi hanno già dimostrato enorme bravura semplicemente riuscendo a consegnare un lavoro in tempi così stretti. Sto ammirando lavori molto belli e sono contenta di vedere che queste nuove generazioni abbiano così tanta creatività e competenza».
Fabio Mollo: “Pentedattilo è un film”
Presidente della giuria è stato Fabio Mollo, regista reggino e autore, tra gli altri, di Il sud è niente e Nata per te.
«Sono qui come presidente di giuria, ma anche come fan e supporter del festival», ha detto Mollo, ricordando gli inizi della manifestazione:
«Quando, tanti anni fa, mi dissero “Facciamo il Pentedattilo Film Festival?”, pensai: questi sono meravigliosamente pazzi. Perché secondo me Pentedattilo è un film».
Per Mollo, il festival ha sempre avuto un’identità precisa:
«Partire dai filmmaker, dai talenti, dalle storie, dai cortometraggi internazionali, dal cinema. Questo è il suo DNA».
E sul 48 Ore:
«Quarantotto ore non bastano neanche per farti venire un’idea, figuriamoci per realizzare un film. È una bellissima follia e un’ottima palestra per i giovani filmmaker».
La giuria era completata da Stefano Cacciaguerra, direttore artistico dello Shortini Film Festival di Augusta, e Boris Veliz, artista e direttore artistico di “Tra le mani di pietra”.
Due primi premi ex aequo e una menzione speciale
Dopo la proiezione dei sei cortometraggi, la giuria ha scelto di assegnare il primo premio ex aequo, riconoscendo l’alto livello dei lavori.
Il primo è andato a Tra le crepe delle mani di Aurora Sanso, con la motivazione:
«Per l’alto livello cinematografico, che incornicia con compiutezza una storia emozionante attraverso un buon gusto registico».
L’altro primo premio ex aequo è andato a La voce del filo di Antonia Stelitano:
«Per la delicatezza del racconto, che trasmette un messaggio di forte emancipazione riflettendo perfettamente il tema sviluppato».
La menzione speciale è andata a Malu Passu di Chiara Canale ed Eleonora Deligio:
«Per la direzione degli attori e l’abile costruzione sonora, che regalano immagini di vita vera».
Oltre al premio in denaro, il premio fisico del 48 Ore è stato realizzato da Roberto Iero, partendo da un disegno ispirato ai viaggi di Lear, alle opere di Escher e alla tradizione degli artisti viaggiatori che hanno raccontato questi luoghi, in stampa 3D.
Un futuro da costruire insieme per Pentedattilo
Il sindaco Annunziato Nastasi, intervenuto all’inizio della serata, ha parlato del futuro di Pentedattilo come di un «puzzle» da comporre tessera dopo tessera.
«Un unicum da valorizzare – perché – quando l’arte si incontra con quello che la natura offre diventa una miscela vincente».
E ora che “Rianimare Pentedattilo” si è concluso, tra i vicoli del borgo restano i murales, le storie nate in 48 ore e il ritorno di un festival che ha fatto del cinema uno strumento per raccontare e riaccendere un luogo.
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