Addio a Bernardo Bertolucci, maestro ‘sognatore’ del cinema italiano
26 Novembre 2018 - 14:44 | di Pasquale Romano

Con Bernardo Bertolucci se ne va forse l’ultimo maestro del cinema italiano, quello che obbligava il resto d’Europa e gli Stati Uniti a guardarci con ammirazione.
Nato a Parma il 16 marzo 1941, Bertolucci è il figlio del poeta Attilio e di Ninetta Giovanardi. Cresciuto assieme a suo fratello Giuseppe (anche lui regista cinematografico non meno bravo e noto autore teatrale), è il nipote del produttore cinematografico Giovanni Bertolucci.
Decisiva per la sua carriera un’amicizia, quella con Pier Paolo Pasolini, presentatogli da suo padre quando il regista prenderà casa vicino alla loro.
Mai ‘statico’ e inseguitore di facili successi, sempre fedele a sè stesso. Bertolucci è stato un regista dal respiro profondamente europeo, molto vicino alla scuola francese iniziata ai tempi di Godard e Truffaut.
Non è un caso che sia Parigi la città cornice dell’intreccio sessuale tra Marlon Brando e Maria Schneider in Ultimo tango. Francia omaggiata anche nell’eccellente The Dreamers, penultimo lavoro del maestro, prima di Io e Te, film uscito nel 2012 e che rappresenta il testamento artistico di Bertolucci.
Il successo (non privo di polemiche e accuse) di Ultimo Tango a Parigi lo convinse a spingere ulteriormente, la provocazione del film Novecento è nella struttura classica, quasi antica. Film epico con un cast mostruoso (Robert De Niro, Gérard Depardieu, Sandrelli, Sanda, Valli, Burt Lancaster e tanti altri ancora). Una metafora di mezzo secolo, con cui il regista trasfigura un melodramma familiare italiano favoloso e talmente massiccio da essere diviso in due atti.
Negli anni Ottanta arriva il kolossal, la punta di diamante della sua carriera: L’ultimo imperatore (1987), con Peter O’Toole diretto in Cina con una straordinaria potenza visiva. L’ultimo imperatore si guadagna ben nove Oscar, fra cui quelle per la migliore sceneggiatura non originale e quella per il miglior regista, e fa anche incetta di BAFTA, César, David di Donatello, Golden Globe, European Award e Nastri d’Argento.
Particolarmente commossi, tra i numerosi saluti di colleghi e attori, quelli di Stefania Sandrelli e Roberto Benigni. “Se ne è andato l’ultimo imperatore del cinema italiano, il più grande di tutti”.
Un poeta dolce e coraggioso, con “idee mai banali e bulimia di conoscenza”. Bernardo Bertolucci ha rappresentato al meglio l’eccellenza italica, fino a diventare un simbolo del ‘Novecento’ cinematografico. Registi del suo calibro mancano tantissimo non solo al cinema italiano, ma anche alla storia e cultura dei suoi cittadini.
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