Rinascita-Scott, preso il boss Papaianni: si nascondeva in una casa con palestra

La "comoda" latitanza del boss si è conclusa dopo circa 2 anni. Il ricercato si è arreso senza opporre resistenza

Si nascondeva in un appartamento a Janò, un quartiere periferico di Catanzaro, Agostino Papaianni, il boss del vibonese che era riuscito a sottrarsi agli arresti dell’operazione Rinascita – Scott.

La "comoda" latitanza del boss Papaianni

Latitante dal dicembre del 2019, Papaianni è stato arrestato dagli agenti della squadra mobile del capoluogo che da tempo erano orami sulle sue tracce. Considerato boss di primo livello nello scacchiere del crimine organizzato della provincia di Vibo, Papaianni aveva trovato rifugio in un piccolo appartamento in cui gli erano garantiti tutti i confort per una comoda latitanza. Al suo interno, oltre a numerosi libri e riviste, il boss si era fatto sistemare anche una palestra completa di pesi e bilancieri per tenersi in forma.

Disarmato e munito di documenti falsi, Papaianni non ha opposto resistenza all’arresto, dichiarando la sua vera identità agli investigatori che ora stanno cercando di risalire alla rete di fiancheggiatori che ne ha favorito la latitanza. Da quanto si apprende in quell’appartamento di Catanzaro il presunto boss di Capo Vaticano ci era arrivato ad aprile, stipulando un contratto sotto falso nome. A destare i sospetti degli investigatori, è emerso durante la conferenza stampa, sarebbe stato il continuo di via vai di persone che portavano con cadenza quotidiana buste piene di generi alimentari. Quello di stamani è il secondo arresto di un presunto appartenente alla criminalità organizzata vibonese che viene scovato nella provincia di Catanzaro – a gennaio a finire nella rete tesa dagli inquirenti era finito Domenico Cracoli, catturato a Maida – fattore che va a infittire la rete criminale che collega le due provincie.